giovedì 18 giugno 2020

LA LUNA DEI LUNATICI La luna dei poeti (1) : “Laudato sì, mi Signore,per sora Luna e le stelle “



“Laudato sì, mi Signore, per sora luna e le stelle ,/ In celu  l’ài formate ,clorite, preziose  et belle””canta Francesco nel Cantico delle creature a proposito della luna.
La luna , Slene o Diana, madre o figlia , sposa  o meretrice. La luna  camminatrice notturna, ,calda o fredda, dolce o beffarda  ma sempre regale “ in un cielo trapunto di stelle” o tra nubi tempestose.
Ecco la luna di tutti e dei lunatici in particolare , la luna dei poeti.

Da Buonagiunta da Lucca  che precorre il dolce stil nuovo con  “ E stella e luna  ed ogni altra lumera” appellando così la donna amata, a Jacopo  dei Benedetti  in De la grande battaglia  de Anticristo   che fa vivere il sentimento popolare nella laude”La luna è scura, el sole  ottenebrato” Nella lauda  gli astri ci danno una completa visione ,anche figurata della passione  e della partecipazione completa  che unisce Dio, ,popolo e creato  in un unico mistico “ a solo”.

E’ Dante però che gli attribuisce un nuovo appellativo “margarita”
Parev’a me che nube ne coprisse
Lucida, spessa, solida e pulita:
Quasi adamante che lo sol  ferisse.
Per entro sé l’eterna margarita
Ne ricevette, com’acqua recepe
Raggio di luce permanendo unita. .
Ma il poeta non si accontenta e nel salire la selva  nel suo viaggio nell’oltretomba  ci dà un’immagine  di viva poesia  della luna:
“E già la luna è sotto i nostri piedi”

Ma è nell’incontro con Beatrice   nel Paradiso , Canto I vv.109-120 che le anime si specchiano nella  luce della luna:
Ne l’ordine che io dico sono accline
Tutte nature per diverse sorti
Più al principio loro  e men vicine;
onde si muovono a diversi porti
per lo gran mar de l’esser, e ciascuna
con istinto a lei dato che la porti.
Questo ne porta  il foco in ver la luna,
questo nei cor mortali  è per motore,
questo la terra in sé stringe e aduna.
Né pur le creature che son  fuore
D’intelligenza quest’arco saetta ,
ma quelle che hanno intelletto e amore.

E’ il contemporaneo di Dante  Dino Frescobaldi che chiama la luna  stella Diana  in du versi che esprimono un paragone di luce:
“Che luce il lume  de la sua bellezza
come stella diana o margherita”.
Cecco Angiolieri  (Francesco Stabili) con burle e polemiche  , da astrologo ed occultista  che gli  procurarono il rogo  con arguta astuzia afferma :
La luna muove natural virtute
Ciascuna pianeta con gli ottavi lumi
Dispone il mondo con le lor vedute .
E nei paragoni tra uomini ed animali la luna fa capolino:
Forse s’allegra nella luna nuova
La scimmia e, quand’è mezza,si fa trista
Che par  che sopra  lei li pensier prova.
E anche Jacopo Alighieri nel  Dottrinale  parla così della luna:
La casa de la luna
Col Cancro si rauna
E ‘l secco e ‘l caldo  priva
Di ciascuna sua riva sicchè si pare all’acqua
Che nel freddo scialacqua .
Fazio degli Uberti  poeta didascalico  della luna si limita a dire
“Al lume delle stelle e della luna”
per poi riprendere il paragone  della luna con la stella Diana:
“Come per primavera innanzi al giorno
Ride Diana, nell ‘aere serena
D’una luce si piena
Che par ne risplenda tutto ‘l cielo
Così all’ombra del candido velo ,
dove la sua virtù raggia e balena .
Ride un piacer che a pena
Si puote immaginar quanto è adorno.”


Eremo Rocca S. Stefanogiovedì 18 giugno 2020











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