Il 27 aprile del 1965,
con la pubblicazione di Addio alle armi di Ernest Hemingway, esordì
una delle collane di maggior successo della storia dell’editoria italiana, gli
Oscar Mondadori. Si trattava del progetto editoriale più ambizioso e innovativo
che l’Italia avesse conosciuto fino a quel momento e fu premiato da uno
straordinario riscontro in termini di vendite: 210mila copie durante la prima
settimana, per poi arrivare a quasi 400mila nei due mesi successivi.
La collana fu presto
affiancata da altre serie parallele, come gli Oscar mensili (1965-1967),
dedicati alla poesia e al teatro, e i quattordicinali Record (1965-1967),
riservati alla storia, alle biografie e alla memorialistica. Nel 1967 viene
pubblicato il primo saggio, La guerra per bande di "Che"
Guevara, seguito dall'Arte di amare di Fromm e dal Dossier sul
catechismo olandese, che susciterà contrastanti reazioni nel mondo
cattolico italiano. Nel 1968 nasce la prima serie destinata esclusivamente alle
librerie, Oscar Libreria (1968-1978), in cui troveranno collocazione le
opere di maggior impegno, come il Doctor Faustus di Mann e la Storia
delle idee del secolo XIX di Russell.
Le serie si sono via
via moltiplicate fino alla profonda ristrutturazione degli anni Ottanta, quando
si decise di riqualificare i titoli fin lì pubblicati per articolare le
pubblicazioni in precisi filoni editoriali, facilmente identificabili.
Al successo degli Oscar
Arnoldo Mondadori, con naturalezza e ragionevolmente euforico, rispose che
tale riscontro era la nuova conferma delle sue "ultradecennali
affermazioni che in Italia esiste una massa di potenziali lettori che vanno
semplicemente raggiunti". E per raggiungerli Mondadori puntò sulle
edicole, un canale di vendita più capillare delle librerie, seppur meno
conveniente e per alcuni tratti ancora incerto. Così nell'aprile del 1965,
preceduti da un'intensa campagna pubblicitaria, gli Oscar si diffusero
nelle edicole di tutta Italia per offrire, a sole 350 lire, le opere più
rappresentative della letteratura italiana e straniera.
Il risvolto di seconda
di copertina, conteneva il “manifesto” della collana che diceva
“Gli Oscar, i libri –transistor che fanno
biblioteca, presentano settimanalmente i capolavori della letteratura e le
storie più avvincenti in edizione integrale supereconomica per il tempo libero.
[…] Con gli Oscar una casa editrice tradizionalmente all’avanguardia ha ideato
e creato il libro settimanale di altissimo livello per un pubblico in
modimento. Gli Oscar sono gli Oscar dei libri: si rinnovano ogni settimana,
durano tutta la vita.”
"Ogni martedì un capolavoro italiano o straniero in edizione integrale, in traduzione inappuntabile"; "Dal classico al best-seller, dal poliziesco al romanzo d'amore, dalla storia di fantascienza al libro-film: tutto quello che cercate lo troverete negli Oscar": questi gli slogan, apparsi su varie riviste, nei mesi di lancio della collana.
"Ogni martedì un capolavoro italiano o straniero in edizione integrale, in traduzione inappuntabile"; "Dal classico al best-seller, dal poliziesco al romanzo d'amore, dalla storia di fantascienza al libro-film: tutto quello che cercate lo troverete negli Oscar": questi gli slogan, apparsi su varie riviste, nei mesi di lancio della collana.
Scrive Paolo Armelli su Wired. It “Nel Dopoguerra e nell’età del boom, l’editoria
italiana si trovò faccia a faccia con uno dei suoi periodi di più grande
crisi e profondo cambiamento, paragonabile forse a quello odierno. Di
fronte alla mutata composizione sociale, al minor intervento dello Stato
nei finanziamenti editoriali e alla concorrenza crescente degli altri mezzi di
comunicazione, le case editrici dovettero rinnovare il modo di proporre i propri titoli ai lettori. Fu così
che si diede rinnovato impulso alle collane
di tascabili e proprio per questo, nel 1965, i libri arrivarono in
edicola: fu la nascita degli Oscar
Mondadori, che quest’anno compiono cinquant’anni. L’idea di Arnoldo
Mondadori fu quella di invertire il processo: non più i lettori che vanno in
cerca dei libri, ma viceversa i libri
che cercano i lettori. Fin nelle edicole, con tirature consistenti (i
primi titoli furono stampati in 400mila copie) e un bassissimo prezzo di
copertina: appena 350 lire. (…)Il poeta
Vittorio Sereni, curatore della collana al suo lancio con Alberto Mondadori, li
definiva “libri-transistor”, per
sottolineare la loro funzione di veicolo pervasivo e immediato di informazioni
e cultura. Oggi, per celebrare l’importante
cinquantesimo anniversario ed evidenziarne il paragone “interattivo”,
arrivano in libreria 10 dei romanzi più rappresentativi della collana, con copertine pop e contemporanee disegnate dagli
studenti dell’Istituto Europeo di Design. Dare un nuovo volto, inedito e
dirompente, a libri i cui messaggi sono invece destinati a durare immutati nel tempo. Così come
recitava il primo slogan, scritto proprio da Sereni: “Gli Oscar sono
gli Oscar dei libri: si rinnovano ogni settimana, durano tutta la vita“.
Fabrizio su The Vision
scrive : “L’aspetto stesso degli Oscar
rivelava l’ambizione di renderne accattivante l’acquisto da parte di un
pubblico più abituato alle edicole che alle librerie: le copertine erano sempre
illustrate a colori, con dipinti realizzati da Mario Tempesti che ricordavano
vagamente lo stile già visto su La Domenica del Corriere, e
riportavano personaggi o momenti del racconto. Era talmente evidente la volontà
di avvicinare ai libri il pubblico dei rotocalchi, che il personaggio sulla
copertina del primo numero, Addio alle armi aveva una eccezionale
somiglianza con la star hollywoodiana Rock Hudson, protagonista dell’omonima
trasposizione cinematografica del 1952, o come riporta Gian Carlo
Ferretti “sulla copertina dei Malavoglia padron ‘Ntoni
assomiglia più a un vecchio playboy davanti alla sua barca che a un povero
pescatore siciliano”. L’assenza di bandelle e la presentazione in terza di
copertina del romanzo
oggetto dell’uscita successiva – espediente utilizzato
sui fumetti – rispondevano all’esigenza di rendere anche esteticamente
l’oggetto più accessibile e familiare per un pubblico che spesso doveva vincere
il timore reverenziale provato fino a quel momento per i libri. (…)È proprio
negli anni in cui gli Oscar arrivano in edicola che si verifica l’ingresso nel
mercato dell’editoria di dosi massicce di pubblicità e marketing, elementi che
rischiavano di snaturare il libro, portando a un surplus di produzione,
improntata soprattutto sulla vendibilità del prodotto finale: una deriva che
avrebbe mortificato la letterarietà per esaltare aspetti maggiormente
commerciabili, quali trama e facilità di lettura a discapito della complessità
delle opere e che avrebbero poi portato a influenzare lo stile degli autori.
Anche se Arnoldo Mondadori aveva sempre considerato la diffusione del libro
“innanzi tutto un fatto commerciale”, il successo economico degli Oscar
Mondadori accentuò nell’industria editoriale la ricerca costante della
narrativa di consumo.”
Si tratta di una
collana impostata attorno ad una grafica semplice e moderna per i suoi tempi,
che mette in evidenza gli aspetti più importanti della logica del progetto
editoriale. Infatti sul piatto in alto troviamo il nome della collana e la sottolineatura
del carattere periodico/settimanale, mentre l’ottica seriale è visibile ad un
primo sguardo grazie al numero progressivo del volume all’interno della collana
(in alto a destra Il numero poi compare anche sulla costola dei volumi insieme
al titolo del libro ed al logo degli Oscar, che all’epoca non presenta ancora
la statuetta omonima ; nonostante questi richiami alla serialità la grafica
degli Oscar è in ogni caso più differenziata di quella dei concorrenti, come ad
esempio la BUR, caratterizzata da volumi tutti uguali, grazie alle
illustrazioni di copertina (vedi sotto) e all’uso di diversi colori per gli elementi
grafici. Al centro della zona non occupata dal disegno troviamo il titolo del
volume, allineato a bandiera a sinistra e scritto con un carattere a bastone in
corpo molto grande e grassetto, mentre subito sotto si trova il nome
dell’autore, espresso con la formula romanzo di... i caratteri del piatto, della costola,del
retro e dei paratesti nella seconda e nella terza di copertina sono bastoni,
quelli del testo invece sono con le
grazie. Ben visibili sono poi la precisazione dell’integralità dell’edizione,la
tiratura, con n° (scritto a numero) migliaio (scritto a parola) e soprattutto il
prezzo, cerchiato e scritto con un corpo molto grande. Non ci sono risvolti,
anche perché i (pochi) paratesti si trovano all’interno e sul retro, né
fascette, poiché l’indicazione della tiratura è già presente sul piatto. Il
disegno d’illustrazione, che occupa una superficie superiore alla metà del
piatto, è realizzato appositamente per il volume Mondadori e sempre con il medesimo
stile, che ricorda un po’ quello delle illustrazioni della “Domenica del
Corriere”,quelle deGiallio di un’altra collana Mondadori destinata ad essere venduta
anche nelle edicole, i libri di fantascienza Urania(1952). I disegni riprendono
elementi del contenuto dei libri e, come detto, sono utili anche per differenziare,
insieme all’uso di colori diversi per gli elementi grafici delle copertine, i singoli
volumi all’interno della collana. Questi particolari accentuano la novità del
prodotto, che si propone di ridurre la“sacralità” del libro per avvicinarlo, in
un’ottica seduttiva e d’intrattenimento, al pubblico di massa. Non c’è
all’interno dei volumi l’indicazione di chi si sia occupato della struttura
grafica della serie, che è stata in ogni caso stampata nelle Officine Grafiche
di Verona della Arnoldo Mondadori .
Alberto Cadioli nel 2015
a cinquant’anni dalla nascita della collana pubblica Storia degli Oscar Mondadori. Una
collana-biblioteca edito da
Unicopoli.
Il volume indaga la
storia della collana Oscar Mondadori, il cui primo titolo uscì nell'aprile del
1965, e intende mostrare come visioni critiche diverse su uno stesso oggetto
editoriale possano sollecitare riflessioni e osservazioni differenti che si
integrano e completano tra loro. Dopo l'intervento di Alberto Cadioli, che
indica quanto sia importante dedicare attenzione, all'interno delle ricerche
sul sistema editoriale di un'epoca, alle singole collane librarie, gli altri
saggi offrono documentati approfondimenti sulla ricostruzione storica della
collana (di Isotta Piazza); sul rapporto tra editore, autori e lettori (di
Virna Brigatti); sull'indagine intorno a un genere letterario - nel caso
particolare la poesia - che può essere investigato partendo da una collana per
rintracciare e intrecciare tra loro storia della poesia, scelte editoriali,
preminenza di tendenze su altre possibili (di Marco Corsi); infine sullo
sviluppo della grafica editoriale (di Marta Sironi). Chiude il volume la
descrizione delle maggiori sottocollane.

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