martedì 2 giugno 2020

BIBLIOFOLLIA . Cinquanta anni di Oscar Mondadori




Il 27 aprile del 1965, con la pubblicazione di Addio alle armi di Ernest Hemingway, esordì una delle collane di maggior successo della storia dell’editoria italiana, gli Oscar Mondadori. Si trattava del progetto editoriale più ambizioso e innovativo che l’Italia avesse conosciuto fino a quel momento e fu premiato da uno straordinario riscontro in termini di vendite: 210mila copie durante la prima settimana, per poi arrivare a quasi 400mila nei due mesi successivi.

La collana fu presto affiancata da altre serie parallele, come gli Oscar mensili (1965-1967), dedicati alla poesia e al teatro, e i quattordicinali Record (1965-1967), riservati alla storia, alle biografie e alla memorialistica. Nel 1967 viene pubblicato il primo saggio, La guerra per bande di "Che" Guevara, seguito dall'Arte di amare di Fromm e dal Dossier sul catechismo olandese, che susciterà contrastanti reazioni nel mondo cattolico italiano. Nel 1968 nasce la prima serie destinata esclusivamente alle librerie, Oscar Libreria (1968-1978), in cui troveranno collocazione le opere di maggior impegno, come il Doctor Faustus di Mann e la Storia delle idee del secolo XIX di Russell.
Le serie si sono via via moltiplicate fino alla profonda ristrutturazione degli anni Ottanta, quando si decise di riqualificare i titoli fin lì pubblicati per articolare le pubblicazioni in precisi filoni editoriali, facilmente identificabili.

Al successo degli Oscar Arnoldo Mondadori, con naturalezza e ragionevolmente euforico, rispose che tale riscontro era la nuova conferma delle sue "ultradecennali affermazioni che in Italia esiste una massa di potenziali lettori che vanno semplicemente raggiunti". E per raggiungerli Mondadori puntò sulle edicole, un canale di vendita più capillare delle librerie, seppur meno conveniente e per alcuni tratti ancora incerto. Così nell'aprile del 1965, preceduti da un'intensa campagna pubblicitaria, gli Oscar si diffusero nelle edicole di tutta Italia per offrire, a sole 350 lire, le opere più rappresentative della letteratura italiana e straniera.
Il  risvolto di seconda di copertina, conteneva il “manifesto” della collana che diceva
 “Gli Oscar, i libri –transistor che fanno biblioteca, presentano settimanalmente i capolavori della letteratura e le storie più avvincenti in edizione integrale supereconomica per il tempo libero. […] Con gli Oscar una casa editrice tradizionalmente all’avanguardia ha ideato e creato il libro settimanale di altissimo livello per un pubblico in modimento. Gli Oscar sono gli Oscar dei libri: si rinnovano ogni settimana, durano tutta la vita.”
"Ogni martedì un capolavoro italiano o straniero in edizione integrale, in traduzione inappuntabile"; "Dal classico al best-seller, dal poliziesco al romanzo d'amore, dalla storia di fantascienza al libro-film: tutto quello che cercate lo troverete negli Oscar": questi gli slogan, apparsi su varie riviste, nei mesi di lancio della collana.

Scrive Paolo Armelli su Wired. It   “Nel Dopoguerra e nell’età del boom, l’editoria italiana si trovò faccia a faccia con uno dei suoi periodi di più grande crisi e profondo cambiamento, paragonabile forse a quello odierno. Di fronte alla mutata composizione sociale, al minor intervento dello Stato nei finanziamenti editoriali e alla concorrenza crescente degli altri mezzi di comunicazione, le case editrici dovettero rinnovare il modo di proporre i propri titoli ai lettori. Fu così che si diede rinnovato impulso alle collane di tascabili e proprio per questo, nel 1965, i libri arrivarono in edicola: fu la nascita degli Oscar Mondadori, che quest’anno compiono cinquant’anni. L’idea di Arnoldo Mondadori fu quella di invertire il processo: non più i lettori che vanno in cerca dei libri, ma viceversa i libri che cercano i lettori. Fin nelle edicole, con tirature consistenti (i primi titoli furono stampati in 400mila copie) e un bassissimo prezzo di copertina: appena 350 lire. (…)Il poeta Vittorio Sereni, curatore della collana al suo lancio con Alberto Mondadori, li definiva “libri-transistor”, per sottolineare la loro funzione di veicolo pervasivo e immediato di informazioni e cultura. Oggi, per celebrare l’importante cinquantesimo anniversario ed evidenziarne il paragone “interattivo”, arrivano in libreria 10 dei romanzi più rappresentativi della collana, con copertine pop e contemporanee disegnate dagli studenti dell’Istituto Europeo di Design. Dare un nuovo volto, inedito e dirompente, a libri i cui messaggi sono invece destinati a durare immutati nel tempo. Così come recitava il primo slogan, scritto proprio da Sereni: “Gli Oscar sono gli Oscar dei libri: si rinnovano ogni settimana, durano tutta la vita“.

Fabrizio su The Vision scrive :  “L’aspetto stesso degli Oscar rivelava l’ambizione di renderne accattivante l’acquisto da parte di un pubblico più abituato alle edicole che alle librerie: le copertine erano sempre illustrate a colori, con dipinti realizzati da Mario Tempesti che ricordavano vagamente lo stile già visto su La Domenica del Corriere, e riportavano personaggi o momenti del racconto. Era talmente evidente la volontà di avvicinare ai libri il pubblico dei rotocalchi, che il personaggio sulla copertina del primo numero, Addio alle armi aveva una eccezionale somiglianza con la star hollywoodiana Rock Hudson, protagonista dell’omonima trasposizione cinematografica del 1952, o come riporta Gian Carlo Ferretti “sulla copertina dei Malavoglia padron ‘Ntoni assomiglia più a un vecchio playboy davanti alla sua barca che a un povero pescatore siciliano”. L’assenza di bandelle e la presentazione in terza di copertina del romanzo oggetto dell’uscita successiva – espediente utilizzato sui fumetti – rispondevano all’esigenza di rendere anche esteticamente l’oggetto più accessibile e familiare per un pubblico che spesso doveva vincere il timore reverenziale provato fino a quel momento per i libri. (…)È proprio negli anni in cui gli Oscar arrivano in edicola che si verifica l’ingresso nel mercato dell’editoria di dosi massicce di pubblicità e marketing, elementi che rischiavano di snaturare il libro, portando a un surplus di produzione, improntata soprattutto sulla vendibilità del prodotto finale: una deriva che avrebbe mortificato la letterarietà per esaltare aspetti maggiormente commerciabili, quali trama e facilità di lettura a discapito della complessità delle opere e che avrebbero poi portato a influenzare lo stile degli autori. Anche se Arnoldo Mondadori aveva sempre considerato la diffusione del libro “innanzi tutto un fatto commerciale”, il successo economico degli Oscar Mondadori accentuò nell’industria editoriale la ricerca costante della narrativa di consumo.”

Si tratta di una collana impostata attorno ad una grafica semplice e moderna per i suoi tempi, che mette in evidenza gli aspetti più importanti della logica del progetto editoriale. Infatti sul piatto in alto troviamo il nome della collana e la sottolineatura del carattere periodico/settimanale, mentre l’ottica seriale è visibile ad un primo sguardo grazie al numero progressivo del volume all’interno della collana (in alto a destra Il numero poi compare anche sulla costola dei volumi insieme al titolo del libro ed al logo degli Oscar, che all’epoca non presenta ancora la statuetta omonima ; nonostante questi richiami alla serialità la grafica degli Oscar è in ogni caso più differenziata di quella dei concorrenti, come ad esempio la BUR, caratterizzata da volumi tutti uguali, grazie alle illustrazioni di copertina (vedi sotto) e all’uso di diversi colori per gli elementi grafici. Al centro della zona non occupata dal disegno troviamo il titolo del volume, allineato a bandiera a sinistra e scritto con un carattere a bastone in corpo molto grande e grassetto, mentre subito sotto si trova il nome dell’autore, espresso con la formula romanzo di...  i caratteri del piatto, della costola,del retro e dei paratesti nella seconda e nella terza di copertina sono bastoni, quelli del testo  invece sono con le grazie. Ben visibili sono poi la precisazione dell’integralità dell’edizione,la tiratura, con n° (scritto a numero) migliaio (scritto a parola) e soprattutto il prezzo, cerchiato e scritto con un corpo molto grande. Non ci sono risvolti,

 anche perché i (pochi) paratesti si trovano all’interno e sul retro, né fascette, poiché l’indicazione della tiratura è già presente sul piatto. Il disegno d’illustrazione, che occupa una superficie superiore alla metà del piatto, è realizzato appositamente per il volume Mondadori e sempre con il medesimo stile, che ricorda un po’ quello delle illustrazioni della “Domenica del Corriere”,quelle deGiallio di un’altra collana Mondadori destinata ad essere venduta anche nelle edicole, i libri di fantascienza Urania(1952). I disegni riprendono elementi del contenuto dei libri e, come detto, sono utili anche per differenziare, insieme all’uso di colori diversi per gli elementi grafici delle copertine, i singoli volumi all’interno della collana. Questi particolari accentuano la novità del prodotto, che si propone di ridurre la“sacralità” del libro per avvicinarlo, in un’ottica seduttiva e d’intrattenimento, al pubblico di massa. Non c’è all’interno dei volumi l’indicazione di chi si sia occupato della struttura grafica della serie, che è stata in ogni caso stampata nelle Officine Grafiche di Verona della Arnoldo Mondadori .

Alberto Cadioli  nel 2015  a cinquant’anni dalla nascita della collana pubblica   Storia degli Oscar Mondadori. Una collana-biblioteca edito  da Unicopoli.
Il volume indaga la storia della collana Oscar Mondadori, il cui primo titolo uscì nell'aprile del 1965, e intende mostrare come visioni critiche diverse su uno stesso oggetto editoriale possano sollecitare riflessioni e osservazioni differenti che si integrano e completano tra loro. Dopo l'intervento di Alberto Cadioli, che indica quanto sia importante dedicare attenzione, all'interno delle ricerche sul sistema editoriale di un'epoca, alle singole collane librarie, gli altri saggi offrono documentati approfondimenti sulla ricostruzione storica della collana (di Isotta Piazza); sul rapporto tra editore, autori e lettori (di Virna Brigatti); sull'indagine intorno a un genere letterario - nel caso particolare la poesia - che può essere investigato partendo da una collana per rintracciare e intrecciare tra loro storia della poesia, scelte editoriali, preminenza di tendenze su altre possibili (di Marco Corsi); infine sullo sviluppo della grafica editoriale (di Marta Sironi). Chiude il volume la descrizione delle maggiori sottocollane.

Eremo Rocca S. Stefano martedì 2 giugno 2020

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