venerdì 26 giugno 2020

LA LUNA DEI LUNATICI : Antichi poeti d’oriente




 


LA LUNA E’ SBIADITA
I canti son terminati, l’oriolo è scarico, eppure
la tavola è ancora inbandita ;
la luna è sbiadita, le stelle son rade
il mattino è spuntato sul mondo  .
(Anonimo cinese del I sec. A.C.)

LA CHIARA LUNA COME BIANCA SPLENDE
La chiara luna come bianca splende
sulle tende che velano il mio letto!
In preda al dolore mi volto e non posso dormire
raccolgo le vesti e vado errando su e giù.
(Anonimo cinese del I sec. A.C.)

 

FIORI E CHIARO DI LUNA SUL LUME A PRIMAVERA
Il fiume di sera
è immobile e liscio
i colori del maggio
si aprono tutti.
Un’onda improvvisa
si porta via la luna;
e l’acqua di marea
arriva col suo carico
di stelle .
(Iang Ti, imperatore dei Sui  606-607 d.C.)

Dalle poesie T’ang
CANZONE PER MUSICA
Sotto la falce di luna la guazza autunnale  le ha raggelato
La veste; ma essa non vuole cambiarla. Passa tutta la notte toccando
Il liuto d’argento: non osa rientrare nella sua camera vuota .
(Wang Wei   699-759)


CASA NEL VIALE DI BAMBU
 Solo seduto tra i bambù segreti,
suono il liuto e lungamente fiscio.
Profondo il bosco, nessuno m’ascolta.
Sorge la luna candida … E mi illumina.
(Wang Wei)

BEVENDO IN SOLITUDINE AL LUME DELLA LUNA
Una coppa di vino in mezzo ai fiori :
bevo da solo senza un amico di fronte.
Alzo la coppa e invito la luna lucente:
con lei e con la mia ombra saremo tre.
La luna, ahimè, non è bevitrice di vino,
e la mia ombra, pigra , mi striscia al fianco ,
pure con la luna amica e con l’ombra schiava ,
dovrò far festa mentre è ancora primavera.
Nei canti che intono raggi di luna guizzano;
nella danza che intesso, l’ombra sì impiglia e si spezza.
Prima, da svegli ci divertivamo in tre,
or che siamo ebbri  ciascuno va da per sé.
Oh, godiamoci per lungo tempo ancora
La nostra strana inanimata festa
Per ritrovarci al fine sul Fiume di Nuvole.
( Li t’ai-po  698-762)

CANTO DI MEZZANOTTE SCRITTO PER MUSICA
Un’unghia di luna pende sulla capitale; mille e mille mazzuoli
battono il bucato; il vento autunnale soffia e di continuo porta
il mio cuore verso il Passo di Giada…Oh, quando – sbaragliati
i Tartari – potrà dalla lunga guerra tornare il marito moi !
(Li T’ai – po)


AL COMINCIAR DELL’ESTATE ALLOGGIANDO
IN UN TEMPIO  PER GODERE IL CHIARO DI LUNA
Verso sera quando il cielo si fece più limpido
E il Sud-Est era sempre drappeggiato di rosso
Al chiostro di Ponente portammo il boccale del vino:
Aspettando la luna lente passavano le tazze.
Presto, oh come presto  ci è nato il suo spirito d’oro!
Presto, come se avesse atteso la nostra venuta .
I raggi della sua luce per ogni luogo splendevano
Sulle torri e negli atri davanti e indietro danzavano.
Fino al mattino sedemmo al suo chiaro splendore ,
Ridendo e cantando e ancora non eravamo stanchi.
A Ch’ang-an,la città della Fama e del Tornaconto,
Quanti saranno a conoscere un simile incanto ?
( Po Chu-i  772-846)

SOTTO LA LUNA NELLA FESTA DEI PIATTI FREDDI
Innanzi alla capanna senza fuoco
s’attristano con me perfino i fiori .
Nelle case vicine, suoni e canti
Io solo qui, sotto la triste luna
(Po  Chu-i)

FLAUTO NOTTURNO
Sotto la montagna di confine la rena biancheggia come neve, fuori
Dalle mura la luna  spande gelo. Qualcuna, chissà dove, suona un
Flauto,e i soldati per tutta la notte languono di nostalgia.
( Li   I  )


DOPO LA VOSTRA PARTENZA
 Da quando siete voi partito, amore,
disordinato se ne sta il telaio.
Pensando a voi , come la luna piena
di notte in notte perdo di splendore .
(Tchang Kieou- Ling )

CANTO DEL VIATORE SUL FIUME
Solo una barca; e la velata luna:
Pel aviatore una chitarra canta :
Diluvia a un tratto, una corda s’è rotta.
Il mondo tace e s’impregna di lacrime .
( Wang Tch’ang-Ling )


BARCA SUL LIMPIDO RUSCELLO
Appoggiato sul remo, un uomo a sera
sSospira ed una flebile aria canta.
Poi nel ruscello rimira la luna.
Di questa – dice – non mi stanco mai .
(Tchang Hiu )

BRINDISI
Levo la coppa, o luna, e t’invito a bere,
T’auguro di non calare,
Levo la coppa e v’invito , o rami fioriti;
V’auguro di non perdere i vostri petali.
Sotto alla luna e in faccia ai fiori m’inebrio,
Felicità dolore, lasciamoli stare!
Quanti saranno a capire un incanto simile?
Col vino e i fiori, che stiamo ancora ad aspettare ?
( Sou Che  1036-1101 d.C.)

Eremo Rocca S. Stefano venerdì  26 giugno 2020 


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