giovedì 4 giugno 2020

STORIE E VOCI DAL SILENZIO La figura dell’impiegato nella letteratura:spesso protagonista di divertenti racconti, di romanzi, testi teatrali

 Il termine boiardo (anche boardo, o boiaro), tra il X e il XVII secolo in Russia, e fino al XX secolo in Romania, indicava un membro dell'alta aristocrazia feudale, che per potere e influenza era inferiore solo ai principi regnanti. Nell'XI secolo i boiari russi detenevano un forte potere all'interno della società a causa del consistente supporto militare che concedevano ai principi della Russia  di Kiev. Il potere e il prestigio di questi ultimi finì infatti per dipendere quasi esclusivamente dall'intreccio di alleanze che riuscivano a tessere con i signori feudali.

I boiardi occupavano i più alti incarichi dello stato e, attraverso il concilio della Duma, all'interno del quale il sovrano godeva della sola autorità di primus inter pares, influenzavano le decisioni del principe. Ricevettero in tal modo un gran numero di terre e, come membri della Duma, erano i maggiori legislatori della Russia.

Presi dai molti problemi di questo paese  spesso ci dimentichiamo  di una  casta forse più potente dei politici stessi e sicuramente meglio nascosta nei meandri del potere: quella dei burocrati di alto rango e dei manager di nomina pubblica. Sono Titolari di un immenso e reale potere che nessun politico è riuscito a scalfire, preziosi perché conoscono tutti i segreti degli apparati pubblici e parapubblici, vivono in un mondo a parte dove ciò che è assurdo per la gente comune per loro è la normalità. Sono in realtà i boiardi contemporanei .

 Poi ci sono i travèt  che il  vocabolario Treccani  definisce così  : (non com. travétto) s. m. [dal nome (propr. «travicello»: v. travetto1) del protagonista della commedia, in dialetto piemontese, di Vittorio Bersezio Le miserie d’monssù Travet (1863), che impersona un povero impiegato schiavo del dovere] (pl. invar. o anche travétti). – Impiegato modesto e mal pagato, che si sacrifica per il suo monotono e ingrato lavoro d’ufficio: essere un t.; fare il t. per tutta la vita.

 Ho cercato  nella lista che  metto in  appendice  storie di travet, impiegati,  servitori dello stato  raccontate in grandi romanzi  della letteratura di ogni tempo e paese.

Ma prima  voglio soffermarmi su un libro  di FILIPPO CECCARELLI: “INVANO. IL POTERE IN ITALIA DA DE GASPERI A QUESTI QUA” (Feltrinelli Editore)

E’è scritto da uno dei più acuti e puntuti osservatori politici, uno di lungo corso che ha scritto per Panorama, La Stampa, La Repubblica e ha messo un insieme un vastissimo archivio in materia politica,  regalato nel 2018  alla Biblioteca del Parlamento. In questo libro si parla proprio  della  burocrazia, passando dai “Grand Commis d’Etat”, altrimenti detti “Boiardi di Stato”, agli Azzeccagarbugli “funzionali” fino ai modesti “Travet” di provincia. Ma si parla anche  di economia, con i “Sciur Brambilla” e la loro “fabbrichetta”, i Palazzinari, i “Banchieri di Dio” e Finanzieri “d’assalto”, i “brausseurs d’affaires” nelle loro varie declinazioni, dal facilitatore al faccendiere.E poi, ancora, la Chiesa, lo Stato e il Parastato, le “Organizzazioni di massa”, i “Circoli”, gli “Oratori” e le “Case del Popolo”, via via fino al cittadino minuto ritratto nelle sue miserie e nobilità. Ecco uno dei motivi per cui il libro è stato scritto.

Per ricordare, «in una società allegramente scordarella», come siamo arrivati fin qua. Con quali virtù, errori, colpe, sciatterie e quali statisti e quali «uomini, mezz’uomini, ominicchi, pigliainculo e quaquaraquà», per dirla con Leonardo Sciascia.

Senza ricordi, infatti, «si costruiscono case sotto il vulcano, vicino ai torrenti, in zona sismica. Si edificano ponti che crollano. Si va a fare ciao-ciao con navi da crociera rasente alle isolette. E poi tutti a piangere e a cercare i colpevoli».

 Questo l’elenco  comunque  suscettibile di molte integrazioni .

 1.Il cappotto/ Nikolaj Vasil’evic Gogol’ (1842)racconta le vicende di un povero impiegato–

Akakij Akakieviccon umorismo e punte di sarcasmo

2.Una vita ItaloSvevo1892), uno dei primi romanzi, pubblicato a proprie spese dall’autore,

narra di un giovane, Alfonso Nitti, e della sua doppia vita, quella di impiegato, che non lo

soddisfa, magli permette di vivere, e quella di studiosoe letterato, che lo gratifica

spiritualmente.

3.SenilitàItalo Svevo(1898) ha per protagonista Emilio Brentani, impiegato triestino.

4.Il nasoNikolaj Vasil’evic Gogol’(1836)ironico e grottesco racconto chedescrive le ansie

di un piccolo borgheseche sogna di svegliarsi senzanaso

5.L’ispettore generaleNikolaj Vasil’evic Gogol’(1836), spettacolo teatrale di grande

successo che narra con una certa ironia il subbuglio creato dall’arrivo di un uomo, da tutti

ritenuto un ispettore ministeriale

6.Il sosiaFedorDostoewskij1846) narra delle vicissitudini di un impiegatoIvan Petrovic

–che per superare l’ansia per la mediocrità e la solitudine della propria esistenza, si inventa

un sosia sicuro di sé...

7.l processoFranzKafkascritto tra il 1914 ed il1915 e pubblicato nel 1924

) narra di ungiovane impiegato che viene risvegliato da alcuni agenti, quindi tradotto nelle carceri in

attesa di subire regolare processo, senza che gli vengano forniti validi motivi per l’arresto...

8.La fisiologia dell’impiegatoHonoré deBalzac(1837)operanon completa, che rientrano nel

grande filone del “La Commedia umana”

9.Gli impiegati/ Balzac, Honoré de (1837)) opera non completa, che rientrano nel grande

filone del“La Commedia umana”

10.I piccoli borghesi/ Balzac, Honoré de (1837)) opera non completa, che rientrano nel

grande filone del “La Commedia umana”

11.Signori mezzemaniche/ Georges Courteline(1893)ritrae con realismo ed una vena

umoristica gli squallidi ambienti ministeriali a Parigi nel XIX sec.

12.Ledomeniche di un borghese a Parigi/ Guy de Maupassant (1880), dieci racconti tra fiction

e giornalismo che vedono come protagonista l’impiegato Patissot (fusione tra “patir “soffrire e “sot”

–stupido), sullascia di una tradizione consolidata che vede nella letteratura

francese della fine ‘800 molti racconti imperniati sulla figura mediocre e sofferente delle

“rondsdecuir” o “ mezze maniche”

13.Memorie di una ragazza perbeneSimone deBeauvoir(1956)accanto alla protagonista

femminileemerge l’ansiadelpadre nel vedere che la propria figlia non ha ancora un futuro

certo, identificato in un posto fisso presso la pubblica amministrazione

14.La vita istruzione per l’usoGeorgesPerec(1978)il protagonista diquesto romanzo è un

impiegato/bibliotecario

15.Il trionfo dell’impiegato/ Venerandi, Fabrizio (2003)ha per protagonista un impiegato

comunale, le cui vicende quotidiane ed il faticoso districarsi in una burocrazia pesante

conferiscono al testo un andamento da poemetto eroicomico.

16.Lo scrivano/ Tahar Ben Jelloun (1992)

17.Aristotele, Einstein e gli altriI grandi scienziati tra pensiero e vita quotidianaErnstPeter Fischer

(1997): l’autore passa in rassegna in maniera simpatica e scorrevole unatrentina di ritratti di personaggi che hanno contribuito “a cambiare il mondo”, cogliendoaspetti divertenti e inusuali della loro vita quotdiana senza mai scadere nello scontato.

18.Il monaco nero, Gusev, La morte di un impiegatoAnton PavlovicChecov (1892?)

19.Il commedione di Giuseppe Gioacchino Belli poeta e impiegato pontificio: spettacolo

realizzato con la collaborazione della cooperativa Gli associatiDiegoFabbri; Reggio

Emilia: Emilia Romagna Teatro, 1978.

20.Poesie di un impiegato/ Francesco Piemonte(1986)

21.Dario Neri impiegato metalmeccanico e altri racconti/ Franco Sbrana1982)22.Con gli occhi chiusi, Ricordi di un impiegato/ Federigo Tozzi (1994)

23.Bartleby lo scrivano/ Herman Melville (1853)

24.L’impiegato Schmitz ealtri saggi su Svevo/ Mario Lavagetto(1986)

25.In margine al gorgo: racconto ( dal diario di un impiegato in tempo di guerra)/ Vittorio

Paronzini(1963)

26.Il pubblico impiegato nella rappresentazione letterariadi Luciano Randelli (2000)tesi di

laurea, pubblicata successivamente dalla casa editrice CLUEB

 

Eremo Rocca S. Stefano giovedì  4 giugno 2020

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