giovedì 4 giugno 2020

LINEA D’OMBRA . Minori stranieri non accompagnati




All’interno della grande problematica   della  riduzione in povertà di molti bambini e delle loro famiglie,dell'aumento di fenomeni di sfruttamento legati alle condizioni di disagio sociale, emarginazione e solitudine, in cui si trovano molti minori sia stranieri che italiani  un rapporto di Save The Children di ormai dieci anni fa metteva in evidenza un altro problema quello dei minori stranieri non accompagnati che arrivano sul nostro territorio .

Un'altra fascia di bambini e ragazzi particolarmente vulnerabile , un gruppo ancora insufficientemente tutelato sin dall'arrivo alle nostre frontiere, dove approdano anche ragazzi provenienti da paesi in guerra, magari ex bambini soldato. Una volta entrati in Italia, la difficoltà di accedere a programmi di integrazione e, successivamente, di avere un permesso di soggiorno, li mette in una condizione di solitudine e debolezza, quindi a rischio di cadere vittime di fenomeni di sfruttamento sia sessuale che lavorativo e di devianza.

Erano  quasi 6.500 i minori stranieri non accompagnati, in Italia, secondo i dati del Comitato minori stranieri. Di questi minori, sempre più numerosi (l'Italia è insieme alla Spagna il paese europeo con il più alto numero), una percentuale rilevante era in Italia senza un regolare titolo di soggiorno, nonostante non possano essere espulsi e abbiano dunque diritto al rilascio di un permesso di soggiorno. Inoltre moltissimi di questi minori, si legge nel Rapporto, si allontanano immediatamente dalle comunità di accoglienza in cui vengono inseriti, tornando a vivere in condizioni assolutamente inadeguate: in case o fabbriche abbandonate o per strada. Non vanno a scuola, non accedono all'assistenza sanitaria e sono dunque esposti a varie forme di sfruttamento.

La diffusione della prostituzione minorile è una delle facce della scarsa tutela e solitudine dei minori stranieri, benché il fenomeno coinvolga anche molti minori italiani. All'interno del fenomeno della prostituzione, merita una particolare attenzione quella maschile straniera tanto poco conosciuta quanto diffusa. Per questi ragazzi, spesso, la decisione di prostituirsi non è frutto della coercizione, anche se resta elevato il rischio ed anche i casi di sfruttamento, ed è ricorrente il loro coinvolgimento in attività illegali. La prostituzione minorile italiana invece riguarda, per lo più, bambini e ragazzi che, a causa di condizioni socio-economiche disagiate, trovano, in modo coatto o autonomo, nella prostituzione un supporto economico per sé o per il proprio nucleo familiare.

Paradossalmente ad oggi non conosciamo il numero di bambini e bambine che vivono fuori della famiglia: non sono state istituite anagrafi regionali sul numero di minori in strutture residenziali, come istituti e case-famiglia, e non è operativa la banca dati dei minori dichiarati adottabili e degli aspiranti genitori adottivi. Mancano dati ufficiali sui minori Rom. Non è possibile stimare il numero di minori vittime di tratta, dato che gli unici dati disponibili sono quelli relativi al rilascio dei permessi di soggiorno per protezione sociale e ancora incomplete sono le statistiche sull'abuso a danno di minori.

A dieci anni di distanza da quelle rilevazioni che cosa è in realtà cambiato?

Tra il 2014 ed il 2018 sono giunti in Italia oltre 70mila minori stranieri non accompagnati (MSNA), dei quali il 90% tra i 15 e i 17 anni. La grande presenza di minori stranieri soli (a giugno del 2019 erano 7.272) e il crescente numero di neomaggiorenni non accompagnati (circa 60.000 negli ultimi cinque anni), in Italia, inducono alla necessità di comprendere meglio le misure e le possibilità di tutela e d’inclusione sociale di questa fascia di popolazione. Quasi tutti i MSNA intervistati in A un bivio (185 in totale), l’83,4% di loro, ha tra i 16 e i 17 anni. Spinti da conflitti, povertà, disastri, o in cerca di opportunità. Durante il viaggio molti di loro hanno affrontato pericoli, detenzione, violenza, sfruttamento e abusi. Le nazionalità prevalenti sono Gambia, Egitto e Albania, seguono – tra le 12 e le 15 interviste di A un bivio – Guinea, Mali e Nigeria. 1/4 degli intervistati del Rapporto ISMU ha un permesso di soggiorno per minore età. I titolari di protezione internazionale sono 17 (10 rifugiati e 7 con protezione sussidiaria), 28 sono titolari di protezione umanitaria, 17 hanno un permesso per casi speciali e altri 22 hanno fatto domanda di asilo. (1)
Maggiorenni e fantasmi. Nel leggere i dati di A un bivio, appare evidente l’artificiosità di distinguere i giovani, questi giovani in particolare, tra ‘minorenni’ e ‘maggiorenni’: la legge, infatti, sembra non tenere conto del carattere processuale del divenire adulti, delle differenze culturali e sociali che riguardano tale processo, nonché delle vulnerabilità cui questa categoria di migranti si trova esposta.

Negli ultimi anni sono state introdotte significative modifiche al complesso della normativa vigente sui minori stranieri non accompagnati, la cui presenza risulta aumentata in rapporto percentuale al totale dei migranti sbarcati sulle coste italiane. In particolare, è stata approvata la legge n. 47 del 2017, con l'obiettivo principale di rafforzare gli strumenti di tutela garantiti dall'ordinamento in favore dei minori stranieri. Ulteriori interventi normativi sono stati definiti con il D.L. n. 17/2017 , con il D.Lgs. n. 220 del 2017, correttivo del cd. decreto accoglienza e, da ultimo, con il D.L. n. 113/2018 (c.d. decreto sicurezza e immigrazione).
Con l'espressione "minore non accompagnato", in ambito europeo e nazionale, si fa riferimento allo straniero (cittadino di Stati non appartenenti all'Unione europea e apolide), di età inferiore ai diciotto, che si trova, per qualsiasi causa, nel territorio nazionale, privo di assistenza e rappresentanza legale (art. 2, D.Lgs. n. 142/2015 e art. 2, L. n. 47/2017).
Nel nostro ordinamento le disposizioni in materia di minori stranieri non accompagnati sono contenute principalmente negli articoli 32 e 33 del Testo unico in materia di immigrazione ( D.Lgs. n. 286/1998), nonché nel relativo Regolamento di attuazione ( D.P.R. n. 394/1999). Specifiche disposizioni sull' accoglienza dei minori non accompagnati sono previste dal D.Lgs. n. 142/2015 (c.d. decreto accoglienza), con cui nel corso della XVII legislatura è stata recepita la direttiva 2013/33/UE relativa all'accoglienza dei richiedenti asilo.
Con riferimento particolare ai minori non accompagnati " richiedenti protezione internazionale", oltre al menzionato decreto, si applicano alcune disposizioni del D.Lgs. 25 del 2008 sulle procedure per la domanda di protezione internazionale (art. 19; art. 6, co. 2 e 3; art. 26, co. 5 e 6), e del D.Lgs. 251/2007 (art. 28).
Ai minori stranieri non accompagnati si applicano solo in parte le disposizioni in materia di protezione internazionale e di contrasto all'immigrazione clandestina, introdotte con il D.L. 13/2017, ossia: quelle relative alle nuove sezioni specializzate in materia di immigrazione, nonché di quelle concernenti i procedimenti giurisdizionali e i procedimenti amministrativi dinanzi alle Commissioni territoriali e alla Commissione nazionale per il diritto di asilo (art. 2, co. 4, D.Lgs. n. 220/2017). (2)

La relazione ‘Piccoli schiavi invisibili 2018’ diffusa da Save the Children racconta del cosiddetto survival sex, le cui vittime in Italia sono soprattutto nigeriane e rumene. Ma più in generale dei minorenni in stato di schiavitù, venduti e sfruttati mentre cercano un modo per sopravvivere o per ricongiungersi ai propri familiari in altri Paesi europei
Nel tentativo di ricongiungersi ai propri familiari o conoscenti in altri Paesi europei, privati della possibilità di percorrere vie sicure e legali, questi ragazzini “sono fortemente esposti a gravissimi rischi di abusi e sfruttamento, in molti casi ritrovandosi a vivere in condizioni di grande degrado e promiscuità”. Ma nel mondo, solo nel 2016, quasi 10 milioni di bambini e adolescenti sono stati costretti in stato di schiavitù, venduti e sfruttati principalmente a fini sessuali e lavorativi. Il 25% del totale delle persone che si trovano in questa condizione, ossia più di 40 milioni, di cui più di sette su dieci sono donne e ragazze. (3)

Circa un milione, secondo le stesse stime, i minori vittime di sfruttamento sessuale nel 2016, mentre in cinque anni – tra il 2012 e il 2016 – 152 milioni di bambini e ragazzi tra i 5 e i 17 anni sarebbero stati coinvolti in varie forme di lavoro minorile, di cui oltre la metà in attività particolarmente pericolose per la loro stessa salute. Il fenomeno della della tratta e dello sfruttamento dei minori resta in gran parte sommerso: nei 28 Paesi dell’Unione europea sono oltre 30mila (di cui oltre mille minori) le vittime registrate, a fronte di stime che parlano di circa 3,6 milioni di persone in schiavitù in Europa nel 2016. Per quanto riguarda l’Italia, nel corso del 2017, secondo i dati del Dipartimento per le Pari Opportunità, nell’ambito della Piattaforma Nazionale Anti-Tratta, le vittime minorenni inserite in programmi di protezione sono state complessivamente 200 (quasi il doppio rispetto alle 111 dell’anno precedente) e 196 sono ragazze. In circa la metà dei casi (46%) si tratta di vittime di sfruttamento sessuale e in più del 93% delle situazioni si tratta di ragazze nigeriane tra i 16 e i 17 anni. Una tendenza che trova conferma anche nei rilevamenti delle unità di strada del programma Vie d’uscita” di Save the Children per il contrasto allo sfruttamento sessuale dei minori, che tra gennaio 2017 e marzo 2018, in alcuni territori chiave, come le regioni Abruzzo, Marche, Sardegna, Veneto e la città di Roma, sono entrate in contatto con 1.904 vittime, di cui 1.744 appena maggiorenni o sedicenti tali e 160 minorenni. In netta prevalenza (68%) nigeriane, seguite dalle rumene (29%).


(1) Le agenzie ONU per le migrazioni e i minori - UNHCR, UNICEF e OIM  - hanno commissionato alla Fondazione ISMU una ricerca, correlata di foto, che contiene testimonianze dei ragazzi migranti non accompagnati con approfondimenti nelle regioni Lombardia, Lazio e Sicilia. Il risultato è sconfortante: è il commento sul rapporto "A un bivio" di Emanuela Bonini, responsabile della ricerca per ISMU. Un dossier che riguarda Gambia, Egitto, Albania, le prime nazionalità di provenienza di ragazzine e ragazzini, la maggior parte hanno tra i 15 e i 17 anni. Dalla ricerca emerge che, nonostante una legge avanzata, risulta inadeguata la sua applicazione, soprattutto nel passaggio alla maggiore età.

(2)Per quanto riguarda le dimensioni del fenomeno, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali pubblica con cadenza semestrale report statistici relativi ai dati sui minori stranieri non accompagnati segnalati in Italia. Inoltre, sullo stesso sito, con cadenza mensile, sono pubblicati Report statistici sintetici relativi ai dati sulla presenza dei minori stranieri non accompagnati raccolti e censiti dalla Direzione Generale dell'immigrazione e delle politiche di integrazione del medesimo ministero. La Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema di accoglienza e sulle condizioni di trattenimento dei migranti, istituita nella XVII legislatura, ha prestato specifica attenzione al tema e approvato una relazione dedicata alle carenze, capacità e prospettive del sistema di accoglienza dei minori.

(3) ‘Piccoli schiavi invisibili 2018’ è stato diffuso da Save the Children a pochi giorni dalla Giornata internazionale contro la tratta di esseri umani, che si è celebrata  il 30 luglio2018. Vittime sono “ragazze giovanissime e particolarmente a rischio che fanno parte del flusso invisibile dei tanti minori migranti non accompagnati in transito alla frontiera nord italiana”

Eremo Rocca S. Stefano  giovedì  4 giugno 2020












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