All’interno della grande problematica della
riduzione in povertà di molti bambini e delle loro famiglie,dell'aumento
di fenomeni di sfruttamento legati alle condizioni di disagio sociale,
emarginazione e solitudine, in cui si trovano molti minori sia stranieri che
italiani un rapporto di Save The
Children di ormai dieci anni fa metteva in evidenza un altro problema quello
dei minori stranieri non accompagnati che arrivano sul nostro territorio .
Un'altra fascia di bambini e ragazzi particolarmente vulnerabile
, un gruppo ancora insufficientemente tutelato sin dall'arrivo alle nostre
frontiere, dove approdano anche ragazzi provenienti da paesi in guerra, magari
ex bambini soldato. Una volta entrati in Italia, la difficoltà di accedere a
programmi di integrazione e, successivamente, di avere un permesso di
soggiorno, li mette in una condizione di solitudine e debolezza, quindi a
rischio di cadere vittime di fenomeni di sfruttamento sia sessuale che
lavorativo e di devianza.
Erano quasi 6.500 i
minori stranieri non accompagnati, in Italia, secondo i dati del Comitato
minori stranieri. Di questi minori, sempre più numerosi (l'Italia è insieme
alla Spagna il paese europeo con il più alto numero), una percentuale rilevante
era in Italia senza un regolare titolo di soggiorno, nonostante non possano
essere espulsi e abbiano dunque diritto al rilascio di un permesso di
soggiorno. Inoltre moltissimi di questi minori, si legge nel Rapporto, si
allontanano immediatamente dalle comunità di accoglienza in cui vengono inseriti,
tornando a vivere in condizioni assolutamente inadeguate: in case o fabbriche
abbandonate o per strada. Non vanno a scuola, non accedono all'assistenza
sanitaria e sono dunque esposti a varie forme di sfruttamento.
La diffusione della prostituzione minorile è una delle facce
della scarsa tutela e solitudine dei minori stranieri, benché il fenomeno
coinvolga anche molti minori italiani. All'interno del fenomeno della
prostituzione, merita una particolare attenzione quella maschile straniera tanto
poco conosciuta quanto diffusa. Per questi ragazzi, spesso, la decisione di
prostituirsi non è frutto della coercizione, anche se resta elevato il rischio
ed anche i casi di sfruttamento, ed è ricorrente il loro coinvolgimento in
attività illegali. La prostituzione minorile italiana invece riguarda, per lo
più, bambini e ragazzi che, a causa di condizioni socio-economiche disagiate,
trovano, in modo coatto o autonomo, nella prostituzione un supporto economico
per sé o per il proprio nucleo familiare.
Paradossalmente ad oggi non conosciamo il numero di bambini
e bambine che vivono fuori della famiglia: non sono state istituite anagrafi
regionali sul numero di minori in strutture residenziali, come istituti e
case-famiglia, e non è operativa la banca dati dei minori dichiarati adottabili
e degli aspiranti genitori adottivi. Mancano dati ufficiali sui minori Rom. Non
è possibile stimare il numero di minori vittime di tratta, dato che gli unici
dati disponibili sono quelli relativi al rilascio dei permessi di soggiorno per
protezione sociale e ancora incomplete sono le statistiche sull'abuso a danno
di minori.
A dieci anni di distanza da quelle rilevazioni che cosa è in
realtà cambiato?
Tra il 2014 ed il 2018 sono
giunti in Italia oltre 70mila minori stranieri non accompagnati (MSNA),
dei quali il 90% tra i 15 e i 17 anni. La grande presenza di minori stranieri
soli (a giugno del 2019 erano 7.272) e il crescente numero di neomaggiorenni
non accompagnati (circa 60.000 negli ultimi cinque anni), in Italia, inducono
alla necessità di comprendere meglio le misure e le possibilità di tutela e
d’inclusione sociale di questa fascia di popolazione. Quasi tutti i MSNA
intervistati in A un bivio (185 in totale), l’83,4% di loro, ha tra i
16 e i 17 anni. Spinti da conflitti, povertà, disastri, o in cerca di opportunità.
Durante il viaggio molti di loro hanno affrontato pericoli, detenzione,
violenza, sfruttamento e abusi. Le nazionalità prevalenti sono Gambia, Egitto e
Albania, seguono – tra le 12 e le 15 interviste di A un bivio – Guinea, Mali e
Nigeria. 1/4 degli intervistati del Rapporto ISMU ha un permesso di soggiorno
per minore età. I titolari di protezione internazionale sono 17 (10 rifugiati e
7 con protezione sussidiaria), 28 sono titolari di protezione umanitaria, 17
hanno un permesso per casi speciali e altri 22 hanno fatto domanda di asilo.
(1)
Maggiorenni e fantasmi. Nel leggere i dati di A un
bivio, appare evidente l’artificiosità di distinguere i giovani, questi
giovani in particolare, tra ‘minorenni’ e ‘maggiorenni’: la legge, infatti,
sembra non tenere conto del carattere processuale del divenire adulti, delle
differenze culturali e sociali che riguardano tale processo, nonché delle
vulnerabilità cui questa categoria di migranti si trova esposta.
Negli ultimi anni sono state introdotte significative modifiche al complesso
della normativa vigente sui minori stranieri non accompagnati, la cui presenza
risulta aumentata in rapporto percentuale al totale dei migranti sbarcati sulle
coste italiane. In particolare, è stata approvata la legge n. 47 del 2017, con l'obiettivo principale di rafforzare
gli strumenti di tutela garantiti dall'ordinamento in favore dei minori
stranieri. Ulteriori interventi normativi sono stati definiti con il D.L. n. 17/2017 , con il D.Lgs. n. 220 del 2017, correttivo del cd. decreto accoglienza
e, da ultimo, con il D.L. n. 113/2018 (c.d. decreto
sicurezza e immigrazione).
Con l'espressione "minore non accompagnato", in
ambito europeo e nazionale, si fa riferimento allo straniero (cittadino di
Stati non appartenenti all'Unione europea e apolide), di età inferiore ai
diciotto, che si trova, per qualsiasi causa, nel territorio nazionale, privo di
assistenza e rappresentanza legale (art. 2, D.Lgs. n. 142/2015 e art. 2, L. n.
47/2017).
Nel nostro ordinamento le disposizioni in materia di minori stranieri
non accompagnati sono contenute principalmente negli articoli
32 e 33 del Testo unico in materia di immigrazione ( D.Lgs. n. 286/1998), nonché nel relativo Regolamento di
attuazione ( D.P.R. n. 394/1999). Specifiche disposizioni sull' accoglienza dei minori non accompagnati sono
previste dal D.Lgs. n. 142/2015 (c.d. decreto accoglienza), con cui nel
corso della XVII legislatura è stata recepita la direttiva 2013/33/UE relativa
all'accoglienza dei richiedenti asilo.
Con riferimento particolare ai minori non accompagnati
" richiedenti
protezione internazionale",
oltre al menzionato decreto, si applicano alcune disposizioni del D.Lgs. 25 del 2008 sulle procedure per la domanda di
protezione internazionale (art. 19; art. 6, co. 2 e 3; art. 26, co. 5 e 6), e
del D.Lgs. 251/2007 (art. 28).
Ai minori stranieri non accompagnati si applicano solo in
parte le disposizioni
in materia di protezione internazionale e di contrasto all'immigrazione
clandestina, introdotte con il D.L. 13/2017, ossia: quelle relative
alle nuove sezioni specializzate in materia di immigrazione, nonché di quelle
concernenti i procedimenti giurisdizionali e i procedimenti amministrativi
dinanzi alle Commissioni territoriali e alla Commissione nazionale per il
diritto di asilo (art. 2, co. 4, D.Lgs. n. 220/2017). (2)
La relazione ‘Piccoli schiavi invisibili 2018’ diffusa da
Save the Children racconta del cosiddetto survival sex, le cui vittime in
Italia sono soprattutto nigeriane e rumene. Ma più in generale dei minorenni in
stato di schiavitù, venduti e sfruttati mentre cercano un modo per sopravvivere
o per ricongiungersi ai propri familiari in altri Paesi europei
Nel tentativo di ricongiungersi ai propri familiari o
conoscenti in altri Paesi europei, privati della possibilità di percorrere vie sicure e legali,
questi ragazzini “sono fortemente esposti a gravissimi rischi di abusi e sfruttamento, in molti casi
ritrovandosi a vivere in condizioni di grande degrado e promiscuità”.
Ma nel mondo, solo nel 2016, quasi 10 milioni di bambini e adolescenti
sono stati costretti in stato di schiavitù, venduti e sfruttati
principalmente a fini sessuali e lavorativi. Il 25% del totale delle persone
che si trovano in questa condizione, ossia più di 40 milioni,
di cui più di sette su dieci sono donne e ragazze. (3)
Circa un milione, secondo le stesse stime, i minori vittime
di sfruttamento sessuale nel 2016, mentre in cinque anni – tra il 2012 e il
2016 – 152
milioni di bambini e ragazzi tra i 5 e i 17 anni sarebbero stati coinvolti in varie forme di lavoro minorile, di cui oltre la
metà in attività particolarmente pericolose per la loro stessa salute. Il
fenomeno della della tratta e dello sfruttamento dei minori resta in gran parte
sommerso: nei 28 Paesi dell’Unione europea sono oltre 30mila (di cui oltre mille minori) le vittime
registrate, a fronte di stime che parlano di circa 3,6 milioni di persone in
schiavitù in Europa nel 2016. Per quanto riguarda l’Italia, nel
corso del 2017, secondo i dati del Dipartimento per le Pari Opportunità,
nell’ambito della Piattaforma Nazionale Anti-Tratta, le vittime minorenni inserite in programmi di protezione sono
state complessivamente 200 (quasi il doppio rispetto alle 111 dell’anno
precedente) e 196 sono ragazze. In circa la metà dei casi (46%) si tratta di
vittime di sfruttamento sessuale e in più del 93% delle situazioni si tratta di
ragazze
nigeriane tra i 16 e i 17 anni. Una tendenza che trova conferma
anche nei rilevamenti delle unità di strada del programma “Vie
d’uscita” di Save the Children per il contrasto allo
sfruttamento sessuale dei minori, che tra gennaio 2017 e marzo 2018, in alcuni
territori chiave, come le regioni Abruzzo, Marche, Sardegna, Veneto e la città di Roma, sono entrate in contatto con 1.904 vittime,
di cui 1.744 appena maggiorenni o sedicenti tali e 160 minorenni. In netta
prevalenza (68%) nigeriane, seguite dalle rumene (29%).
(1) Le agenzie ONU per le migrazioni e i minori - UNHCR, UNICEF
e OIM - hanno commissionato alla Fondazione ISMU una ricerca, correlata di
foto, che contiene testimonianze dei ragazzi migranti non accompagnati con
approfondimenti nelle regioni Lombardia, Lazio e Sicilia. Il risultato è
sconfortante: è il commento sul rapporto "A un bivio"
di Emanuela Bonini, responsabile della ricerca per ISMU. Un dossier che riguarda
Gambia, Egitto, Albania, le prime nazionalità di provenienza di ragazzine e
ragazzini, la maggior parte hanno tra i 15 e i 17 anni. Dalla ricerca emerge
che, nonostante una legge avanzata, risulta inadeguata la sua applicazione,
soprattutto nel passaggio alla maggiore età.
(3) ‘Piccoli
schiavi invisibili 2018’ è stato diffuso da Save the Children
a pochi giorni dalla Giornata internazionale contro la tratta di esseri umani,
che si è celebrata il 30 luglio2018.
Vittime sono “ragazze giovanissime e particolarmente a rischio che
fanno parte del flusso invisibile dei tanti minori migranti non
accompagnati in transito alla frontiera nord italiana”
Eremo Rocca S. Stefano giovedì 4 giugno 2020
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