Scrive Roberto Saviano nell’introduzione a “La
Linea d’ombra “ di Joseph Conrad : “ Spesso un libro ti sceglie ,non lo scegli
tu . Te lo trovi lì dinanzi al naso ,magari
a buon prezzo e lo compri. Ma quando lo
apri senza aspettarti nulla, ti accade che dalle sue pagine ti venga incontro qualcosa che sembra scritto apposta per te.”
Lo sanno bene gli operatori
dell’Associazione Bibliobus
L’Aquila che il libro te lo portano con
il loro mini autobus fin sotto casa ovunque tu abiti , in un centro
stoirico devastato dal terremoto , in
una struttura di emergenza costruita per l’accoglienza, in una
casa provvisoria come sono quelle del progetto Case di l’Aquila.
Lo sanno perché il libro è un viaggio,
un incontro, un progetto di vita,
un ritorno al futuro.
L'importanza ed il valore dei libri trova la sua sintesi
nella frase dello scrittore americano Morley che dice: "Quando si vende
un libro a una persona, non gli si vendono soltanto dodici once di carta, con
inchiostro e colla, gli si vende un'intera nuova vita. Amore, amicizia, e navi
in mare di notte; c'è tutto il cielo e la terra in un libro, in un vero
libro".
E' proprio così: entrare in un libro è intraprendere un
viaggio nella memoria proiettata nel futuro, dove la realtà diviene meno vivida
e concreta, ma più soffusa e particolareggiata, tanto da stimolare l'attenzione
del lettore e permettergli di uscire dai suoi luoghi comuni e conosciuti e di
liberarsi verso altri pensieri.
A conferma di questa importante funzione di attivazione di
nuove idee propria della lettura, c'è un'affermazione dello scrittore rumeno
Cioran che dice, con un'esplicita volontà provocatoria:
"Inviare un libro a qualcuno è commettere un'effrazione, è una violazione di domicilio. Vuol dire invadere la sua solitudine, quello che egli ha di più sacro, vuol dire obbligarlo a rinunciare a se stesso per pensare ai tuoi pensieri".
"Inviare un libro a qualcuno è commettere un'effrazione, è una violazione di domicilio. Vuol dire invadere la sua solitudine, quello che egli ha di più sacro, vuol dire obbligarlo a rinunciare a se stesso per pensare ai tuoi pensieri".
Quando si legge un libro, dunque, si incontra l'autore nella
"strada" che sta tracciando; ma è solo una sensazione momentanea,
perché, contemporaneamente, si comincia a costruire quella propria, e si
diventa così "architetti" di quella piazza, sottolineata da Lec nella
mia dedica iniziale, dove le idee si confrontano e si sviluppano.
In un’intervista, Alain Elkann, scrittore e giornalista, ha detto: “Chi ha
letto dei libri e ha il gusto della lettura certamente si trova meglio di chi
non li ha letti, perché leggere libri è come laurearsi continuamente, come
continuare ad andare avanti, a studiare, a conoscere, nulla ti insegna più dei
libri.”
Quindi leggere è un privilegio esclusivo degli esseri umani:
nessun' altra creatura vivente possiede le stesse capacità.
Attraverso la lettura possiamo venire a contatto con centinaia
di migliaia di altre vite oltre che con la nostra e possiamo comunicare con
saggi e filosofi che sono vissuti anche migliaia di anni fa.
Leggere è come fare un’escursione. Si può viaggiare in ogni
direzione e conoscere nuovi luoghi e nuove persone. Leggere trascende il tempo.
I libri ci trasportano in altri paesi dove possiamo incontrare personaggi che
possono diventare i nostri maestri di vita, che possono aiutarci a trovare le
risposte ai nostri quesiti.
Il filosofo A.C.Grayling definisce la lettura come
"elemtento essenziale,non meramente accessorio o ameno, della buona
vita".Ha un peso non solo il piacere di una lettura attenta e partecipativa, ma anche gli effetti che questa ha sul modo in cui viviamo la nostra vita, quindi sulla società. Il modello "per eccellenza" della lettura è il romanzo per l'esperienza del leggere qui viene concentrata, e gli si può dedicare il tempo che ciascuno di noi dedica a se stesso.
Una rappresentazione teatrale non può essere fermata e poi ripresa, con il libro, con il romanzo possiamo farlo, sia per riprendere un bel passaggio che ci ha colpito e ci è piaciuto, sia per comprendere meglio qulcosa che l'autore ha scritto, vuole dirci.
Il romanzo è tutto presente, lo possiamo leggere dal principio alla fine,oppure tornando indietro riprenderlo da un certo punto, ect. Il romanzo offre mille opportunità: ci permette di osservare in altre vite e altri modi di viviere, esperienze che non si sono mai provate, e che probabilmente non proveremo mai. Leggere con attenzione ci da la possibilita' di considerare la propria esperienza osservando i riflessi del proprio mondo nello specchio della storia (che io amo tanto), e contemplare gli aspetti universali di se stessi risultanti da diverse angolazioni.
Tanto migliore è il romanzo tanto più sono le possibilità che esso offre di esporare mondi diversi dal nostro, aspetti più profondi del nostro, ci insegna a sentire in modo più generale, non chiuso, limitato, ci insegna a comprendere meglio.
La lettura non è la sola in grado di fare questo, di darci queste possibilità di comprendere gli altri, ma sicuramente è un mezzo molto potente per farlo e in tutta la storia umana, a ben pensarci, la narrazione è stato un mezzo fondamentale per informare gli individui, per dare nuove possibilità che vanno oltre la nostra sfera personale, in definitiva per comprender meglio.
Se è vero che la comprensione è la base della comunità morale essa implica che si considerino gli interessi, le esigenze e le scelte degli altri,e significa anche che noi ci aspettiamo a sua volta di essere compresi e considerati da loro.
Una società più informata, più colta funzione meglio, in modo più adeguato, e la lettura, cari amici, promuove la comprensione di noi stessi e degli altri, quindi promuove la buona vita, nostra e della società.
Le prima notizie di una biblioteca ambulante risalgono al 1857,in
Gran Bretagna dove il filantropo e mercante George Moore iniziò a girare
diffondendo la lettura tra la popolazione rurale.In Italia, il promotore della cultura su ruote fu lo scrittore maremmano Luciano Bianciardi, portando a Grosseto la sua biblioteca mobile negli anni ’50. Oggi la diffusione dei bibliobus è praticamente capillare: da Nord a Sud sono tantissime le iniziative che li riguardano, dai progetti con gli ospedali pediatrici a quelli delle case famiglie, e in alcune città, come Milano, sono addirittura integrati nei circuiti bibliotecari cittadini.
Un ottimo modello di come cultura e territorio possano dialogare e lavorare saldamente intrecciati.
All’indomani del terribile terremoto de L’Aquila del 2009,
il Bibliobus divenne un’idea per tentare di ridare sorriso,
speranza e condivisione a una comunità devastata: nacque in seguito alla
donazione di tanti volumi: narrativa, saggistica, storie per ragazzi. I libri come medicina,
in un’urgenza di restituire normalità oltre che cultura. Da maggio a settembre di
quell’anno il bus itinerante girò per tutte le tendopoli e i
comuni colpiti per distribuire libri donati dalla solidarietà di tutta Italia,
mentre un secondo bus fungeva da sala lettura e conferenze. A
testimoniare il fatto che la vita non può e non deve fermarsi, che il dolore
non spezza una comunità che è compatta, solidale e unita.Anche dopo lo smantellamento delle tendopoli di emergenza, il Bibliobus non ha smesso la sua attività incessante: oltre ai progetti con le case-anziani, i presidi di accoglienza per migranti e minori, è sempre tornato nei luoghi dove è nato. In Emilia Romagna, per esempio, dopo il terremoto del 2012, con varie tappe a Ferrara, Modena e comuni limitrofi. Ma anche nelle Marche e nel Lazio, portando momenti di serenità e spensieratezza, distribuendo libri e riviste e promuovendo la cultura della lettura.
Idea di fondo, è quella che la condivisione della lettura contribuisca ad alleggerire il trauma del terremoto, e a far sentire le persone meno sole quando l’emergenza lascia il posto ad una condizione ordinaria di disagio sociale, solitudine e isolamento che spesso accompagnano gli anni del dopo sisma.
Spesso, infatti, il Bibliobus, che sopravvive grazie alle donazioni di una campagna di crowdfunding, fornisce servizi bibliotecari a luoghi privi di edifici adibiti a biblioteche, a piccolissimi comuni situati in zone rurali o montane, oppure può raggiungere chiunque abbia difficoltà a recarsi in biblioteca, come gli ospiti delle case di riposo. Non solo: è spesso presente nei parcheggi delle scuole, fungendo così da biblioteca scolastica. (1)
Ripartire
dalla cultura e dalle relazioni sociali per promuovere la ricostruzione e la
rinascita dell'Aquila. È questo, sinteticamente, il senso del progetto
partecipato che nel 2010 Fondazione Unipolis ha sviluppato con culturability
nel capoluogo abruzzese. In seguito al sisma che ha duramente colpito
l'Aquila il 6 aprile 2009, e al successivo intervento incentrato esclusivamente
sugli aspetti materiali della ricostruzione, Unipolis ha deciso di impegnarsi
sul luogo per contribuire a contrastare il processo di disaggregazione del
tessuto sociale e culturale. Per dare voce e risorse alle energie del
territorio, la Fondazione ha collaborato con le forze locali già impegnate nel
processo di rinnovamento, al fine anche di assicurare una sostenibilità nel
tempo delle azioni.
Con
questi obiettivi, Unipolis ha scelto di sostenere un progetto di grande valore
come quello di Piazza d'Arti: diciotto associazioni culturali e di
volontariato della città impegnate nella costruzione di un complesso di
strutture in cui collocare le proprie sedi, andate distrutte a seguito del
terremoto, e nel quale creare soprattutto un nuovo luogo di aggregazione e
incontro. Uno spazio per rispondere alle necessità di una comunità
frammentata e disorientata, ma anche un luogo di condivisione di nuove
progettualità collettive. Un progetto coerente con l'impostazione di
culturability, basato sulla centralità della conoscenza e sulla creazione di
reti di collaborazione fra realtà operanti in ambito sociale e culturale.
In
particolare, la Fondazione ha sostenuto un progetto della Piazza avviato da
tempo, ma rimasto “orfano" di risorse: quello di una biblioteca che ha
donato alla sezione aquilana dell'ARCI, anche se sin dall'inizio il
progetto ha visto il coinvolgimento di tutte le associazioni della Piazza e di
altri soggetti. È nata così la Bibliocasa, una piccola ma fornita
biblioteca a disposizione della cittadinanza e delle associazioni, in cui
trovano spazio anche un'area bimbi, un'emeroteca e un internet point, una
struttura per sviluppare progetti attorno al tema della valorizzazione del
libro e della lettura quali elementi della ricostruzione sociale.
Oltre
a donare il prefabbricato della struttura, la Fondazione ha contribuito ad
arredare la struttura, grazie anche al contributo dell'esperta del settore Antonella
Agnoli. Nel progetto è stato coinvolto anche il Gruppo Unipol, che
ha donato computer e stampanti. Complessivamente, sono stati stanziati 50
mila euro a favore del comitato provinciale aquilano dell'ARCI. Unipolis
non si è limitata a sostenere economicamente la costruzione della biblioteca,
ma ha partecipato attivamente al progetto, alla definizione condivisa degli
obiettivi e del ruolo della biblioteca nel contesto sociale e culturale
dell'Aquila.
La
biblioteca rappresenta un'ulteriore tappa di un percorso iniziato dopo il sisma
del 6 aprile con il Bibliobus, un progetto nato all'indomani del terremoto
per consegnare in maniera itinerante i libri, attraverso un autobus che
raggiungeva le aree dove sorgevano le tendopoli che ospitavano gli sfollati
dalle abitazioni distrutte dal terremoto. Questo servizio mobile, organizzato
da un gruppo di associazioni locali con la collaborazione di Rai Radio 3,
era poi stato temporaneamente interrotto a causa della mancanza di un mezzo di
trasporto e di fondi. Grazie anche al supporto della Fondazione, il Bibliobus è
tornato su strada nei primi mesi del 2011.
La
Bibliocasa è stata la prima struttura a essere inaugurata di Piazza d'Arti il 23
ottobre del 2010. Per l'occasione, Fondazione Unipolis, ARCI L'Aquila e le
associazioni di Piazza d'Arti, con il contributo di Coop Adriatica e
la collaborazione di altre realtà, hanno promosso L'Aquila ad alta voce.
Una maratona itinerante di letture pubbliche durata un'intera giornata.
Scrittori, attori e artisti provenienti dall'Abruzzo e da hanno letto ad alta
voce in luoghi simbolici e significativi della città, oltre che presso la sede
della Bibliocasa e di Piazza d'Arti.
Dal
2010 a oggi, l'iniziativa si è consolidata ed è cresciuta. Per assicurare
continuità e organicità alle attività tanto del Bibliobus quanto della
Bibliocasa, il 24 febbraio 2011 è stata fondata l'Associazione di Volontariato
Bibliobus L'Aquila. La biblioteca è diventata nel tempo un centro di
documentazione e di informazione, una sala di lettura e di consultazione per
gli studenti e per l'intera cittadinanza, un luogo per iniziative culturali
legate alla scrittura, alla lettura, alla musica, oltre che uno spazio di
formazione con corsi di scrittura creativa e di altro genere. (2)
Tutta questa attività ha favorito il ritorno di librerie
nel centro storico di L’Aquila a partire dallo’iniziativa di Luna Stefani e
Giuliano Cervelli, che nel 2014 hanno aperto in via Castello la libreria
indipendente Polarville. Seguiti nel corso degli anni da Lilibeth in via Santa Elisabetta,dal Mondadori
Bookstore in piazza Duomo di Roberto Maccarrone e dalla libreria per bambini
Piripù in piazza Regina Margherita, fino al ritorno della libreria Colacchi,
“istituzione” del centro storico, che ha riaperto i battenti a ottobre 2019 a palazzo Cipolloni Cannella, in corso
Vittorio Emanuele.
L'Associazione "Bibliobus L'Aquila" si è
costituita per dare continuità al progetto Bibliobus, le cui attività sono
iniziate all'indomani del sisma del 6 aprile 2009. Il Bibliobus è infatti nato
come biblioteca itinerante, per avvicinare le persone nelle tendopoli e dare
loro un conforto, un momento di svago con l'aiuto di un libro.
Il progetto si è sviluppato dall'incontro di realtà diverse-
il Punto Einaudi dell'Aquila, la redazione della trasmissione Fahrenheit di
Radio 3, il circolo ARCI Querencia, il Comitato territoriale ARCI L'Aquila,
l'ARCI Abruzzo, l'Arei Servizio Civile, l'AMA (Azienda Mobilità Urbana) di
L'Aquila, e si è concretizzato grazie alla generosità di chi ha donato libri
per le popolazioni terremotate.
Il "Progetto Bibliobus" ha compiuto un ulteriore
passo avanti all'interno di Piazza d'Arti, la Piazza che ospita la sede di 18 associazioni di
promozione sociale, artistiche e di volontariato e all'interno della quale si è
realizzata la "Bibliocasa", una piccola ma fornita biblioteca a
disposizione della cittadinanza e delle associazioni, in cui trovano spazio
anche un'area-bimbi ed un internet point. Insieme alla Bibliocasa, il Bibliobus
continua comunque a mantenere il servizio itinerante nei nuovi insediamenti della
città e dei comuni del cratere attraverso il piccolo bus Pollicino, per
raggiungere anche coloro che non hanno occasione di frequentare biblioteche
I libri che il Bibliobus riceve in dono vengono distribuiti
attraverso punti di scambio (book crossing), durante eventi e incontri e in
strutture offerte dai Comuni e da altre Associazioni del territorio.
Nel Bibliobus troverai libri che potranno essere prelevati
senza obbligo di restituzione.
Tuttavia, per dare a tutti la possibilità di usufruirne, ti
chiediamo gentilmente di non prelevare più di 3 volumi alla volta. Per
favorirne la circolazione, ti incoraggiamo a passare ai tuoi amici e conoscenti
i libri che prelevi, o a riportarli nel Bibliobus o alla Bibliocasa una volta
terminata la lettura. Infine, per permettere un ricambio costante di volumi, ti
invitiamo a portare altri libri usati (ma in buone condizioni) nel caso tu sia
un accanito lettore!.
Associazione Bibliobus L'Aquila Via Ficara, Piazza d'Arti 67100 L'Aquila www.bibliobusaq.it
(1) https://www.nonsprecare.it/bibliobus-laquila?refresh_cens
(2) https://culturability.org/notizie/la-bibliocasa-e-il-bibl
Eremo Rocca S.Stefano lunedì 22 giugno 2020

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