“STORIA E STORIE DI VIOLENZA “
In questa rubrica di ricerca intendo inserire il racconto di terremoti,
pestilenze, naufragi, torture,battaglie, assedi , carestie, alluvioni, attraverso immagini che possono essere
dipinti , fotografie, ma anche documenti d’archivio. La chiave di lettura sarà
quella della violenza dell’uomo sull’uomo , dell’uomo sulla natura, della
stessa natura nei confronti dell’uomo dentro la grande Storia ma anche nelle storie di vita di ordinaria
quotidianità . Inizio con un tema molto attuale : la restrizione di alcune
libertà personali in periodo di pandemia al fine di controllare il contagio
Ne La
zattera della Medusa Théodore Géricault racconta il drammatico naufragio
della fregata Medusa nel quale alcuni naufraghi furono costretti ad azioni
terribili per sopravvivere. E’ un dipinto molto conosciuto e
appartiene al periodo romantico della storia della pittura. Géricault
raffigura in quest’opera il momento culminante di una storia accaduta veramente
.
La zattera della Medusa raffigura il momento in cui i naufraghi avvistano una nave che si sta avvicinando all’orizzonte. I naufraghi abbandonati al loro destino sono stremati, si sono verificati atti di cannibalismo . Non hanno più speranza di salvezza. Sulla sinistra del dipinto possiamo vedere due figure isolate. Un padre anziano difende il corpo del figlio, ormai cadavere dagli altri naufraghi. Accanto a loro, sulla sinistra si vede il cadavere di un naufrago, del quale rimane il torace.
Géricault espose il dipinto al Salon di Parigi del 1819. Il Museo del Louvre acquistò l’opera immediatamente dopo la morte di Géricault, all’età di 33 anni, il 26 gennaio 1824.
All’epoca dei fatti della Meduse Géricault, che era nato nel 1791, aveva 27 anni Con il racconto di questi fatto che aveva suscitato emozione nell’opinione pubblica, cercava di farsi conoscere .Fu molto scrupoloso nel raccogliere le informazioni e nella progettazione del dipinto. Intervistò anche due sopravvissuti . I naufraghi sopravvissuti vengono rappresentati circondati da corpi in decomposizione e vestono abiti laceri e sudici. Immagini che suscitarono orrore e riprovazione .Il dipinto divenne immediatamente famoso, anche a causa della diffusione mediatica dei racconti sul naufragio della Méduse.
Nella storia dell’arte moderna La zattera della Medusa, interrompe i canoni della pittura neoclassica. A differenza dei dipinti del neoclassico che offrivano composizioni articolate,equilibrate ricche di atmosfere cromatiche serene , soggetti elevati che coinvolgevano la ragione dello spettatore ,la Zattera della medusa rompe questi equlibri e suscita un’intensa reazione emotiva. L’atmosfera conj i suoi toni cupi e drammatici, siamo nel mezzo di una tempesta non solo marina, offre una conoscenza dell’anatomia dei corpi che sono lividi in contrasto con il brillante dei colori del tramonto. Il rosso dà vivacità e il panno usato come bamdiera è di un arancione vivo. E poinon è da trascurare il grande effetto scenico dovuto alla dimensione del quadro . Lo spettatore si sente proiettato dentro quello scenario in una prospettiva tridimensionale , effetto dovuto alla posizione della barca, raffigurata in obliquo .
La struttura compositiva di tipo piramidale de La zattera della Medusa è un espediente visivo e narrativo che Théodore Géricault attua nella sua opera. Lo sguardo sale verso il panno che sventola. Si tratta di una aspirazione alla salvezza, un crescendo emotivo verso il cielo. articolata. La struttura piramidale culmina sull’uomo che sventola il panno. Il triangolo che fa capo al naufrago sale lungo il corpo del ragazzo morto a sinistra. Discende poi per creare la base di questo triangolo compositivo.
Cfr . https://www.analisidellopera.it/theodor-gericault-la-zattera-della-medusa
Eremo Rocca S. Stefano venerdì
24 aprile 2020
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