C’è un rapporto tra il corpo e il
cibo ?
Sicuramente . ll corpo
umano è formato dagli stessi composti chimici di cui sono costituiti i cibi. Il principale compito
dell’alimentazione é quello di garantire il fabbisogno energetico
dell’organismo. Con questo termine si definisce la quantità di alimenti
necessaria per il mantenimento delle funzioni vitali, cioé per reintegrare il
dispendio energetico che il ricambio cellulare, il battere del cuore e il
circolare del sangue comportano. La scelta degli alimenti
influenza anche i comportamenti e le
emozioni quotidiane
Elisa Cappelli
in un curioso articolo pubblicato su
cureNaturali.it associa la forma di alcuni alimenti a quella degli
organi del nostro corpo. Così la noce una somiglianza straordinaria con gli emisferi cerebrali;
il gheriglio di noce ne evoca perfettamente la struttura.Le proprietà di questo
importante frutto secco sono appunto quelle che nobilitano e arricchiscono le
potenzialità cognitive in quanto ricche di acidi grassi polinsaturi e
sali minerali, in particolare di ferro, calcio, magnesio, potassio,
rame e zinco.
Nelle
noci è inoltre consistente l'apporto di vitamina E
e quello di acido folico. un'altra
schiacciante somiglianza: i reni e i fagioli. La
cucina macrobiotica si basa sulla medicina tradizionale cinese e suddivide gli
alimenti secondo il movimento degli elementi.I reni sono legati all'acqua. Il pancreas
somiglia molto alla forma di alcune patate dolci. Ricche di
carboidrati e fibre, le patate dolci aiutano a controllare il livello di glucosio ed
insulina nel sangue,
per questo possono essere considerate valide alleate di questo importante
organo che regola gli zuccheri nel sangue, il
profondo legame che connette l'avocado all'utero. Nove sono i mesi della
gestazione umana e nove i mesi perché maturi del tutto e fiorisca.L'alimento
contiene una serie di nutrienti utili per prevenire il cancro nelle donne e regolare l'equilibrio ormonale
come la componente folica. il sedano? Alcune parti somigliano proprio alla
giuntura
di alcune ossa che
compongono il nostro corpo, le ossa lunghe.
Il sedano è ricco di silicio, un componente formidabile per
mantenere
le ossa forti e resistenti; per questo il sedano è un vero e
proprio integratore dietetico nel rimodellamento delle ossa. Il
pompelmo somiglia al seno Questo agrume assomiglia molto alla ghiandola
mammaria della donna. Pompelmi, arance e altri agrumi si prendono cura del
movimento della linfa dentro e fuori il seno, sono ricchi di sostanze
chiamate limonoidi, che hanno dimostrato avere proprietà antitumorali nelle
cellule del seno. Le carote con le stesse linee che convergono tutte al centro
somigliano molto ad un occhio, fanno ricordare la pupilla e l’iride. Il
beta carotene presente aiuta a migliorare la vista, proteggere la degenerazione
maculare e prevenire la cataratta. I pomodori hanno una certa assomiglianza al
cuore, sono ricchi di licopene ottima sostanza naturale che protegge il
cuore e il sangue. Concentrazioni sufficienti di licopene contrastano il
rischio di sviluppare malattie cardiache, inoltre i pomodori sono ricchi di
vitamina C, anch’essa fondamentale per la salute del cuore. Un fungo affettato
ha la forma di un orecchio, e non a caso i funghi sono importanti per questi
organi. Rappresentano anche un ottima fonte di vitamina D, importanti per
pervenire la perdita dell’udito.
Dopo aver accennato al cibo dobbiamo parlare però anche del digiuno .In molte culture si ritrova un digiuno con finalità
estatiche. Si sottopone il corpo alla più dura privazione per provocare
positivamente una specie di «uscita da se stesso». Si sa, per esempio, che
nelle culture indiane dell’America settentrionale l’adolescente si ritirava a
digiunare a lungo in luoghi solitari per realizzare, al culmine
dell’esperienza, il sogno o la visione che gli indicavano il suo destino. Il
digiuno di Gesù nel deserto, prima dell’inizio della sua missione (Mc. 1,12
ss.), appare più affine a questo tipo di digiuno iniziatico che al digiuno dei
monaci. Il digiuno a finalità estatiche può ricorrere anche fuori di un quadro
di riferimento religioso. Lo ha intuito la scrittrice Marguerite Yourcenar, la
quale fa dire all’imperatore Adriano, reso emblema della saggezza pagana, che
il digiuno prolungato conduce a «quegli stati prossimi alla vertigine, durante
i quali, il corpo, in parte libero dal suo peso, entra in un mondo che non è
fatto per lui, che gli offre in anticipo un’immagine della gelida levità della
morte» (in Mémoires d’Hadrien). La morte per inedia può rappresentare una
specie di orgia alla rovescia, in cui la sostanza vitale invece di essere
esaltata si esaurisce.
È un’esperienza non priva di un certo fascino morboso.
Per gli psichiatri ha un nome preciso: si chiama 'anoressia mentale’ e miete
numerose vittime, specie tra le adolescenti.(1)
Il cristianesimo mette molta attenzione al cibo.
Come gli israeliti nel deserto, quelli che seguono Gesù – ma non sono suoi seguaci –
vogliono soddisfare le voglie dello stomaco (“mi cercate…
perché avete mangiato e siete stati saziati”, Gv 6, 26). Per questo,
per approcciare Dio, è decisivo il digiuno, convertire l’intestino in un
serpente che dorme.
«Il colon gestisce le scorie non assimilabili, quindi appresenta l’equivalente di tutto ciò che vorremmo eliminare. La sua pulizia si correla al desiderio di vivere in un posto pulito e sereno, dal punto di vista sia ambientale sia emozionale» spiega Fabio Elvio Farello, medico chirurgo esperto in agopuntura e omeopatia, interpellato sul perché di questa improvvisa ossessione. Secondo lui non si tratta di una moda passeggera. «La pulizia del colon si ritrova già nella medicina tibetana e precolombiana, in quella tradizionale cinese, nell’ayurveda: praticamente ovunque vi fosse cultura sanitaria» racconta. «Fino al secolo scorso, il medico a domicilio iniziava consulto e intervento con un bel clistere». Cibi trattati, abuso di farmaci, inquinamento, stress, preoccupazioni e false credenze rendono oggi quanto mai impellente il bisogno di ripulire la società. «Ma se gli sforzi di gestire il problema dell’ecologia o i conflitti internazionali rimangono frustrati, occuparsi del proprio intestino appare più semplice ed efficace» sottolinea Farello.
Nel successo dei libri sull’intestino Mario De Santis, poeta e critico
letterario, vede la prosecuzione di quella che alcuni scrittori chiamano
scherzosamente “questione ombelicale”. In sostanza, gli autori ombelicali sono
dediti solo all’autobiografismo, all’introspezione, ai fatti loro. «Adesso
abbiamo imparato dalle filosofie orientali che “ombelicale” non è un modo di
dire. Perché l’ombelico è veramente il centro di un equilibrio psicofisico. Lo
aveva intuito il filosofo francese Michel Focault: le questioni biologiche sono
centrali nella vita di ogni persona» sostiene De Santis. «Il corpo ha una storia,
una progressione, esattamente come lo spirito. Quindi leggere un libro che
parla di corpo è un po’ come leggere un’autobiografia, o un romanzo d’amore: è
un tentativo di capire qualcosa in più su noi stessi». Diciamo, però, che qua
siamo arrivati proprio alla letteratura intestinale. Dopo Anna Karenina, il cui
incipit leggendario era “Ogni famiglia infelice è infelice a modo suo”, siamo
nel mondo prosaico di “Ogni intestino felice è felice a modo suo”. Non c’è da
stupirsi: «Anche se viviamo immersi in un mondo virtuale, o forse proprio per
questo, l’attenzione è più che mai spostata sul corpo. Tra sesso, perfomance,
body art, selfie, anti-age, anche l’artista adesso vive più della presenza
corporea che della propria opera» nota il critico.
Non è soltanto l’editoria ad aver cavalcato il trend. Basti pensare
alla moda dell’idro-colon-terapia,
lusso molto in voga tra chi può permettersi di lasciare fior di quattrini ai
centri specializzati per farsi sciacquare le budella con un tubo. Dal legame
diretto e ormai scientificamente appurato tra la salute dei microrganismi
intestinali e lo sviluppo del cervello, è nata una nuova disciplina di ricerca,
la “psicobiotica”, che
indaga le relazioni fra la flora batterica e la psiche. Tramontata l’auge dello
strizzacervelli, è arrivato lo strizzacolon? «Prego, può stendere le viscere
sul lettino». (2)
Scrive Alessia Sironi : “ A quanto
emerge dagli studi, la chiave di stress,
ansia e tensione sta tutta nella pancia.
Proprio qui si trova un vero e proprio 'secondo cervello', con importanti
funzioni che si riflettono sull'intero organismo. Ne è convinto Michael D.
Gershon, esperto di anatomia e biologia cellulare della Columbia
University di New York, che ha presentato la 'teoria dei due cervelli'."Un'idea che poggia su solide basi scientifiche", spiega l'esperto americano, "basti pensare che l'intestino, pur avendo solo un decimo dei neuroni del cervello, lavora in modo autonomo, aiuta a fissare i ricordi legati alle emozioni e ha un ruolo fondamentale nel segnalare gioia e dolore. Ecco perché l'intestino è la sede di un “ cervello. A lungo è stato considerato una struttura periferica, deputata a svolgere funzioni marginali. Ma la scoperta di attività che implicano un coordinamento a livello emozionale e immunologico ha rivoluzionato questo pensiero". (…)Il numero di messaggi che il secondo cervello invia al primo è pari al 90% dello scambio totale. Naturalmente, nella maggior parte dei casi si tratta di messaggi inconsci, che percepiamo solo quando diventano segnali di allarme e scatenano reazioni di malessere. Avete presente la sensazione delle 'farfalle nello stomaco' quando conoscete qualcuno che vi piace o vi innamorate? Oppure la sensazione di ansia e agitazione durante un esame universitario, piuttosto che una conversazione spiacevole? È proprio quello che si intende quando si parla di emozioni di pancia Sappiate che il sistema enterico comunica sempre con quello centrale: ecco perché quando l'intestino soffre noi ne risentiamo anche a livello psichico.
Quante volte vi è capitato di sentirvi meglio, di buon umore, dopo aver mangiato il vostro
piatto preferito, un bel gelato oppure un pezzo di
cioccolato? È proprio grazie alla fortissima comunicazione e interazione tra il primo e il
secondo cervello che accade tutto ciò.I nutrienti possono avere di per sé
un effetto positivo sull'umore e rappresentare, come è ben noto più o meno
a tutti per esperienza, una sorta di cibo con azione di conforto. Inoltre,
si è scoperto di recente che i batteri dell'intestino sono in grado
di rispondere direttamente ai segnali di stress. La presenza di adrenalina, ad esempio,
tipico ormone delle condizioni di stress, stimola la crescita, la motilità e la
virulenza dei batteri che vivono in condizioni di equilibrio con il nostro
organismo. (3)
(1)H.M. Shelton, Digiunare per
guarire, Roma 1981 (Shelton è il fondatore della Health School di Chicago
ed è considerato uno dei più importanti igienisti viventi; al digiuno
attribuisce una straordinaria efficacia terapeutica; il suo sistema è adottato
da molti medici che prescrivono il digiuno come terapia); A. Cott, Digiuno,
via di salute, Como 1982, con ampia appendice bibliografica e documentaria.
(3)https://www.donnamoderna.com/salute/intestino-nostro-secondo-cervello


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