venerdì 24 aprile 2020

LETTERA DALL’EREMO Dove sta Dio ?



 

 “Non si può trovare Dio nel rumore .Dio si palesa solo nel silenzio , Dio non è mai nei mass-media. Dio non è mai sulle prime pagine dei giornali . Dio non è mai in tivù. Dio non è mai a Broadway”. Lo ha scritto Umberto Eco  nel discorso, da non credente ,a Bologna in occasione della celebrazione del 25° anno della Magna Charta Universitatum il 20 settembre 2013.

Chissà se è vero. Anche il profeta Elia andò alla ricerca di Dio  per chiedergli di tornare a sostenerlo  ( I Re, 19 ). Dio si palesò con un “qol demamah daqqah” che in ebraico può significare  “ una voce di silenzio sottile”.
Chi però non l’ha trovato  nel silenzio ma nemmeno  nel chiasso della vita  di ogni giorno è sicuramente  Friedrich Nietzsche giustificandosi col dire che “Dio è morto”. «Dio è morto: ma stando alla natura degli uomini, ci saranno forse ancora per millenni caverne nelle quali si additerà la sua ombra. - E noi - noi dobbiamo vincere anche la sua ombra!» (1)  

Di questa morte ci parla ne “La  gaia scienza “ che viene ritenuta dagli studiosi come l’opera fondamentale di Nietzsche. Basti pensare che tra la prima e la seconda edizione del libro, Nietzsche scrisse Cosí parlò Zarathustra e Al di là del bene e del male. Con La gaia scienza, la prima opera filosofica in cui egli ricorre allo strumento espressivo della poesia, che si sente nell’eco provenzale del titolo, Nietzsche si presenta come filosofo compiutamente teoretico, lontano dai temi piú noti del “superuomo” e della “volontà di potenza”.
«Avete sentito di quell'uomo folle che accese una lanterna alla chiara luce del mattino, corse al mercato e si mise a gridare incessantemente: "Cerco Dio! Cerco Dio!"? - E poiché proprio là si trovavano raccolti molti di quelli che non credevano in Dio, suscitò grandi risa. "Si è forse perduto?" disse uno. "Si è smarrito come un bambino?" fece un altro. 

"Oppure sta ben nascosto? Ha paura di noi? Si è imbarcato? È emigrato?" gridavano e ridevano in una gran confusione. L'uomo folle balzò in mezzo a loro e li trapassò con i suoi sguardi: "Dove se n'è andato Dio?" gridò "ve lo voglio dire! L'abbiamo ucciso - voi e io! Siamo noi tutti i suoi assassini! Ma come abbiamo fatto? Come potemmo vuotare il mare bevendolo fino all'ultima goccia? Chi ci dette la spugna per strofinare via l'intero orizzonte? Che mai facemmo per sciogliere questa terra dalla catena del suo sole? Dov'è che si muove ora? Dov'è che ci muoviamo noi? Via da tutti i soli? Non è il nostro eterno precipitare? E all'indietro, di fianco, in avanti, da tutti i lati? Esiste ancora un alto e un basso? Non stiamo forse vagando come attraverso un infinito nulla? Non alita su di noi lo spazio vuoto? - Non si è fatto più freddo? Non seguita a venire notte, sempre più notte? Non dobbiamo accendere lanterne la mattina? Dello strepito che fanno i becchini mentre seppelliscono Dio, non udiamo ancora nulla? Non fiutiamo ancora il lezzo della divina putrefazione? anche gli dei si decompongono! Dio è morto! Dio resta morto! E noi lo abbiamo ucciso! Come ci consoleremo noi, gli assassini di tutti gli assassini? Quanto di più sacro e di più possente il mondo possedeva fino a oggi si è dissanguato sotto i nostri coltelli - chi detergerà da noi questo sangue? Con quale acqua potremmo lavarci? Quali riti espiratori, quali sacre rappresentazioni dovremmo inventare? Non è troppo grande, per noi, la grandezza di questa azione? Non dobbiamo anche noi diventare dei, per apparire almeno degni di essa? Non ci fu mai un'azione più grande - e tutti coloro che verranno dopo di noi apparterranno, in virtù di questa azione, a una storia più alta di quanto mai siano state tutte le storie fino ad oggi!". - A questo punto l'uomo folle tacque, e rivolse di nuovo lo sguardo sui suoi ascoltatori: anch'essi tacevano e lo guadavano stupiti. Finalmente gettò a terra la lanterna che andò in frantumi e si spense. "Vengo troppo presto," proseguì, "non è ancora il mio tempo. Questo enorme evento è ancora per strada e sta facendo il suo cammino - non è ancora arrivato fino alle orecchie degli uomini. Fulmine e tuono vogliono tempo, la luce delle stelle vuole tempo, le azioni vogliono tempo, anche dopo essere state compiute, perché siano viste e ascoltate. Quest'azione azione è ancor sempre più lontana dagli uomini delle stelle più lontane - eppure sono loro che l'hanno compiuta!". - Si racconta ancora che l'uomo folle abbia fatto irruzione, quello stesso giorno, in diverse chiese e quivi abbia intonato il suo Requiem aeternam Deo. Cacciatone fuori e interrogato, si dice che si fosse limitato a rispondere invariabilmente in questo modo: "Che altro sono ancora queste chiese, se non le fosse e i sepolcri di Dio?".» (2) 
A parte  la conclusione le domande di questo brano rimbombano nella Storia e nella vita.

Ma leggendo questo brano mi è venuto in mente che forse Dio sta dove proprio non lo cerchiamo . Sta con chi  si è imbarcato  su un gommone per sfuggire a fame, guerra , maltrattamenti, povertà ,catastrofi naturali e ha affrontato un viaggio per mare o per terra alla ricerca di una vita dignitosa. Dio cerca insieme a loro una vita dignitosa. Forse sta nascosto dove ognuno di noi dovrebbe andarlo a cercare . Si è fatto bambino proprio per perdersi nello struggimento di ognuno di noi  qunado guarda un bambino       nella sua fragilità  e nella sua essenzialità . Dio sta nella fame di popolazioni  che muoiono letteralmente senza cibo, di popolazioni il cui ambiente viene devastato . Dio sta dalla parte dell’uomo tradito da un altro uomo nei suoi valori essenziali della libertà, della giustizia, dell’eguaglianza e della fratellanza.

Dove sta Dio allora ? Santa Teresa d’Avila afferma che “è un Dio che lo si trova pure tra le pentole”, pensiamo ai discepoli di Emmaus, presenti nel brano del capitolo 24 del Vangelo di Luca. Avevano quasi smesso di credere in Gesù, perché con la sua morte aveva “deluso” le loro attese. Qui cosa succede? Che Gesù in persona, risorto, si accosta e cammina con loro mentre discutono. E loro parlando con Lui; non si accorgono che è Gesù, non lo riconoscono! Così presi dalla loro discussione, così incastrati nei loro schemi, così accecati dalle loro attese e dal loro pretendere di dire a Dio come fare Dio, che mentre parlano con Lui non si accorgono che stanno parlando di lui 
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"Cercando te, mio Dio, io cerco la felicità della vita".Scrive S. Agostino per il quale cercare Dio è andare in profondità nella propria vita, domandarsi il senso di quanto accade; scorgervi un significato che dà gusto e sostanza al vivere;  e arrivare a concludere che proprio là sta Dio. «Non uscire fuori di te, rientra in te stesso; la verità abita nell’uomo interiore». Sembra che Agostino si rivolga proprio all'uomo di oggi, alienato da se stesso, dal suo orgoglio, in ricerca affannosa della sua identità, frastornato da tante cose che lo circondano e lo sollecitano, illudendolo di riempire con esse il vuoto interiore, che è il vuoto di Dio. Solo quando ritroveremo noi stessi, insegna Agostino, quando riacquisteremo la nostra umanità perduta liberandola dalla schiavitù delle cose, potremo ritrovare anche Dio.
“«Non uscire fuori di te, rientra in te stesso; la verità abita nell’uomo interiore». Sembra che Agostino si rivolga proprio all'uomo di oggi, alienato da se stesso, dal suo orgoglio, in ricerca affannosa della sua identità, frastornato da tante cose che lo circondano e lo sollecitano, illudendolo di riempire con esse il vuoto interiore, che è il vuoto di Dio. Solo quando ritroveremo noi stessi, insegna Agostino, quando riacquisteremo la nostra umanità perduta liberandola dalla schiavitù delle cose, potremo ritrovare anche Dio” (3) 
A leggere questo brano parrebbe chiaro che chi viene dal cielo è al di sopra di tutti, mentre chi viene dalla terra appartiene alla terra e parla secondo la terra.
Invece mi sembra che Cristo vuole dire che Dio ha a che fare con la terra.
Egli stesso nasce  sulla terra dal ventre di una donna e non scende dalle stelle come  sant’Alfonso de Liguori ci continua a far cantare nelle festività natalizie .
Il salmo 84 che sant’Agostino interpreta in maniera cristologica cita "la verità germoglierà dalla terra e la giustizia si affaccerà dal cielo”. Equilibrio esemplare fra cielo e terra, ma noi uomini non siamo così equilibrati. A volte giusto equilibristi.
E così per secoli abbiamo messo Dio in cielo, come abbiamo sistemato nelle nicchie in alto le statue dei santi. Abbiamo sempre fatto i conti con le anime e ci siamo dimenticati dei corpi.

San Rafael Arnaiz Baron (1911-1938), monaco trappista spagnolo  dice : “ Se il mondo che cerca Dio sapesse! Se i sapienti che cercano Dio nella conoscenza intellettuale e nelle vane discussioni sapessero; se gli uomini sapessero dove si trova Dio! Quante guerre sarebbero impedite; quanta pace ci sarebbe nel mondo, quante anime sarebbero salvate. Insensati e stolti, voi che cercate Dio dove non c'è! Ascoltate e meravigliatevi: Dio è nel cuore dell'uomo, io, lo so. Ma, vedete, Dio vive nel cuore dell'uomo quando il cuore è distaccato da tutto ciò che non è lui, quando il cuore si accorge che Dio bussa alla sua porta (Ap 3,20) e, spazzando e ripulendo tutti i suoi appartamenti, si dispone così a ricevere colui che solo sazia veramente. Com'è dolce vivere in questo modo, con Dio nel più profondo del cuore; quale dolcezza più grande che vedersi pieno di Dio!... Come costa poco, o piuttosto costa nulla, fare tutto ciò che lui vuole, poiché amiamo la sua volontà, ed anche il dolore e la sofferenza diventano pace, poiché soffriamo per amore. Dio solo sazia l'anima e la e la riempie pienamente. (...) Vengano pure i sapienti e chiedano dove è Dio: Dio si trova lì dove il sapiente, con tutta la sua scienza piena di orgoglio, non può arrivare. (4)    


1)    Nietzsche, La gaia scienza, Einaudi, Torino, 1991, p.136
2)    Nietzsche, La gaia scienza, Einaudi, Torino, 1991, p.150-152
3)    Vangelo secondo Giovanni 3,31-36
4https://parrocchiaditraversetolo.it/it/langolo_del_don/voi_purificate_lesterno_ma_dio_si_trova_allinterno#Scritti spirituali, 04/03/1938

Eremo Rocca S. Stefano venerdì  24 aprile 2020

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