Ho iniziato questa riflessione
annunciando di voler parlare dei rumori del corpo , del loro linguaggio e dei
loro segnali. Ho proseguito con un esame
su come è stato considerato il nostro
corpo nel tempo e nello spazio attraverso quello che ne hanno scritto storici,
filosofi, sociologi e letterati In
definitiva e per il momento possiamo
ricordare che il corpo è una costruzione culturale che nel corso dei
secoli è stata costantemente
elaborata in modo anche complesso fino a determinarne attribuzioni di senso .Il
corpo diventa così lo strumento per dar
vita a ordinamenti simbolici, e a
prodotti che nel corso della storia hanno dato vita a diversità di ruoli sessuali e
sociali, a rapporti di dominio e di
subalternità, apoteri e privilegi con le loro forme di espressione.
Ero partito,come dicevo per una breve riflessione sui rumori del corpo
e mi sono fatto prendere la mano. E
allora ecco i rumori del corpo .
Siamo composti da 37.200 miliardi di
cellule che comunicano fra di loro. Meglio: vibrano. Ma c’è di più. Le cellule
non oscillano e non suonano a caso. Ogni loro intonazione
corrisponde a ruoli e compiti precisi. “Riusciamo a distinguere le cellule che
si stanno differenziando da quelle che producono molecole riparative, così come
quelle che soffrono e muoiono”.
E poi una gamma di altri rumori che a volte ci divertono o ci infastidiscono ,
che hanno dato vita a modi di dire , a proverbi ad usi e costumi Gli starnuti sono il meccanismo usato dal
corpo per espellere una sostanza irritante. Il cervello dà l’input e i muscoli
del torace si mettono in moto. Insieme a diaframma, corde vocali, muscoli della
gola e del viso si contraggono. Per
formare lo starnuto. Questo butta fuori l’aria dei polmoni passando dal naso a
una velocità di circa 160 chilometri orari. E noi strabuzziamo gli occhi, ci
copriamo la bocca con la mano . Noi adulti ci sentiamo dire :” Salute!”
e ai bambini “ Crisci santo ! e abbiamo gli occhi lacrimevoli , lo sguardo appannato.
La
tosse si crea invece per espellere muco o ostruzioni delle vie respiratorie attraverso una
profonda inspirazione. E’ seguita da chiusura dell’epiglottide, contrazione di
diaframma e muscoli intercostali per comprimere la cassa toracica ed espulsione
dell’aria. Questa viaggia a oltre 200 chilometri orari e che è bene “riversare”
sulla mano o sul fazzoletto, dato il potenziale di sostanze e germi
contenuti. Il singhiozzo
nasce da un movimento involontario del diaframma che si contrae all’improvviso.
In questo modo si chiudono all’istante anche le corde vocali, che
producono il suo caratteristico suono.
Ancora, il rumore prodotto dal russare ricordato dalla
satira, dalla letteratura, dai fumetti, dalle barzellette. Oscilla dai 50
decibel (il suono di un ufficio rumoroso) ai 100 decibel (il suono di una
smerigliatrice o di un treno in viaggio). E non è poi così facile da
sopportare.Si russa perché, quando si è distesi, la gravità preme sui tessuti,
facendoli cadere verso il basso, comportando uno scivolamento all’indietro
della lingua. Questa restringe le vie aeree e rende difficile il passaggio
dell’aria, che viene reso ancora più rumoroso dalla rilassatezza dei tessuti
della gola, che vibrano.
E ancora lo scricchiolio del collo è per definizione un
sintomo di un disturbo di movimento del tratto cervicale, legato appunto ad un malfunzionamento dei
rapporti articolari tra le vertebre.Le persone che avvertono lo
Scricchiolio al Collo descrivono il sintomo come una sensazione di un rumore, dentro il collo, come se dentro le
articolazioni ci fosse della sabbia, che durante il movimento (quasi
sempre nel movimento di rotazione ed estensione del collo) si frappone e crea
questo rumorino molto fastidioso.
Sempre in questa prospettiva
ricordiamo Winnicott (1949-1950) che individua nella corporeità il punto di
partenza e sviluppo dell’Io. Per l’autore, gradualmente arriviamo a vivere noi
stessi come abitanti dei nostri corpi ed esiste una sola unità «psiche-soma».
Quando la mente é legata al corpo, attraverso l’«holding materno» si
sviluppa il vero Sé. Isolata dal corpo, si potrà soltanto sviluppare il falso
Sé. (5)Non andiamo oltre in questa riflessione sul corpo e i suoi rumori perché pur avendone accennato l’aspetto psicologico e psicoanalitico non siamo in grado per esempio di esaminare la relazione e lo spazio analitico che diventano il luogo dove il corpo reale del paziente e quello dell’analista sono in reciproca relazione, e in questa interrelazione si costruisce un ponte tra corpo, affetto e pensiero. E non ci riuscirebbe di dire di più per esempio sulla relazione corpo-mente, così come nella conflittualità che si può generare tra queste due entità. E ancora esaminare di fronte ai progressi nel campo psico-biologico e delle neuroscienze il recupero della centralità del corpo sia nella teoria che nella clinica psicoanalitica.
(4)Freud S. (1892-95), Studi sull’isteria, O.S.F, 1
– (1915 -1917), Pulsione e loro
destini, O.S.F, 8
– (1922), L’Io e l’Es, O.S.F., 9
– (1911) Precisazione sui due
principi dell’accadere psichico, O.S.F., 6
– (1929) Il disagio della civiltà,
O.S.F., 10
(5)Winnicott D.W. (1949), L’intelletto e il suo rapporto con lo
Psiche-Soma, in Dalla Pediatria
alla Psicoanalisi, Firenze, Martinelli, 1975
– (1970), Sulle basi di Sé nel corpo, in
Esplorazioni psicoanalitiche, Milano, Cortina, 1995
Una scelta antologica, attraverso
tutta l’opera di M. Merleau-Ponty, di pagine dedicate al problema del corpo e
della percezione, è stata pubblicata in italiano a cura di F. Fergnani,
col titolo Il corpo vissuto, Milano 1979. L’ampio saggio
introduttivo dello stesso Fergnani situa la riflessione sul ‘corpo vissuto’ nel
contesto della filosofia esistenzialista. Cf. anche L. Asciutto, Volontà
e corpo proprio nella fenomenologia di Paul Ricoeur, Francavilla al mare
1973.(leggi anche la prima parte di Sillabari : Scritto sul corpo )
Eremo Rocca S. Stefano martedì 7 aprile 2020

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