martedì 7 aprile 2020

SILLABARI : Scritto sul corpo ( II parte )






Ho iniziato questa riflessione annunciando di voler parlare dei rumori del corpo , del loro linguaggio e dei loro segnali. Ho proseguito  con un esame su  come è stato considerato il nostro corpo nel tempo e nello spazio attraverso quello che ne hanno scritto storici, filosofi, sociologi e letterati  In definitiva e per il momento  possiamo ricordare che il corpo è una costruzione culturale che nel corso dei secoli  è stata costantemente elaborata  in modo anche complesso  fino a determinarne attribuzioni di senso .Il corpo diventa così  lo strumento per dar vita a ordinamenti simbolici,  e a prodotti  che nel corso della storia hanno  dato vita a diversità di ruoli sessuali e sociali, a rapporti  di dominio e di subalternità, apoteri e privilegi con le loro forme di espressione.
Ero partito,come dicevo  per una breve riflessione sui rumori del corpo e mi sono fatto prendere la mano.  E allora ecco i rumori del corpo .
Siamo composti da 37.200 miliardi di cellule che comunicano fra di loro. Meglio: vibrano. Ma c’è di più. Le cellule non oscillano e non suonano a caso. Ogni loro intonazione corrisponde a ruoli e compiti precisi. “Riusciamo a distinguere le cellule che si stanno differenziando da quelle che producono molecole riparative, così come quelle che soffrono e muoiono”.

E poi una gamma di altri rumori che  a volte ci divertono o ci infastidiscono , che hanno dato vita a modi di dire , a proverbi ad usi e costumi  Gli starnuti sono il meccanismo usato dal corpo per espellere una sostanza irritante. Il cervello dà l’input e i muscoli del torace si mettono in moto. Insieme a diaframma, corde vocali, muscoli della gola e del viso si contraggono.  Per formare lo starnuto. Questo butta fuori l’aria dei polmoni passando dal naso a una velocità di circa 160 chilometri orari. E noi strabuzziamo gli occhi, ci copriamo la bocca con la mano . Noi adulti ci sentiamo dire  :” Salute!”   e  ai bambini “ Crisci santo !  e abbiamo gli occhi lacrimevoli  , lo sguardo appannato.

La tosse si crea invece per espellere muco o ostruzioni  delle vie respiratorie attraverso una profonda inspirazione. E’ seguita da chiusura dell’epiglottide, contrazione di diaframma e muscoli intercostali per comprimere la cassa toracica ed espulsione dell’aria. Questa viaggia a oltre 200 chilometri orari e che è bene “riversare” sulla mano o sul fazzoletto, dato il potenziale di sostanze e germi contenuti.  Il singhiozzo nasce da un movimento involontario del diaframma che si contrae all’improvviso. In questo modo si chiudono all’istante anche le corde vocali, che producono il suo caratteristico suono. 

Ancora, il  rumore prodotto dal russare ricordato dalla satira, dalla letteratura, dai fumetti, dalle barzellette. Oscilla dai 50 decibel (il suono di un ufficio rumoroso) ai 100 decibel (il suono di una smerigliatrice o di un treno in viaggio). E non è poi così facile da sopportare.Si russa perché, quando si è distesi, la gravità preme sui tessuti, facendoli cadere verso il basso, comportando uno scivolamento all’indietro della lingua. Questa restringe le vie aeree e rende difficile il passaggio dell’aria, che viene reso ancora più rumoroso dalla rilassatezza dei tessuti della gola, che vibrano.
I rumori intestinali, conosciuti anche come borborigmi, nonostante possano essere molto fastidiosi, sono un buon segno. Questi rumori, infatti, indicano che la nostra digestione sta avvenendo in modo corretto.Tutti questi rumori vengono provocati dai movimenti delle pareti del tratto gastrointestinale, le quali si incaricano di spingere gli alimenti e i gas attraverso l’apparato digerente. Quando non abbiamo mangiato nulla, questi rumori possono essere molto forti ed indicano la necessità di ingerire cibo.

E ancora lo scricchiolio del  collo è per definizione un sintomo di un disturbo di movimento del tratto cervicale, legato appunto ad un malfunzionamento dei rapporti articolari tra le vertebre.Le persone che avvertono lo Scricchiolio al Collo descrivono il sintomo come una sensazione di un rumore, dentro il collo, come se dentro le articolazioni ci fosse della sabbia, che durante il movimento (quasi sempre nel movimento di rotazione ed estensione del collo) si frappone e crea questo rumorino molto fastidioso.
Ma c’è anche un rapporto fisico  con il nostro corpo che ci aiuta a definire un altro  personaggio ,l’Io . «L’Io è innanzitutto un’entità corporea» (Freud,1928:488) e Freud più tardi aggiungerà: «L’Io è in definitiva derivato da sensazioni corporee, soprattutto dalle sensazioni provenienti dalla superficie del corpo. Esso può dunque venire considerato come una proiezione psichica della superficie del corpo».Freud attribuì un ruolo centrale al corpo a partire dagli Studi sull’isteria (1895), in cui osservò che alcune sue pazienti presentavano sintomi somatici associati a disturbi psichici. Ravvisò una connessione tra fisico e mentale in conseguenza della quale elaborò il concetto di pulsione (Pulsione e loro destini 1915) come «limite tra lo psichico e il somatico» .(4)

Sempre in questa prospettiva  ricordiamo Winnicott (1949-1950) che  individua nella corporeità il punto di partenza e sviluppo dell’Io. Per l’autore, gradualmente arriviamo a vivere noi stessi come abitanti dei nostri corpi ed esiste una sola unità «psiche-soma». Quando la mente é legata al corpo, attraverso l’«holding materno»  si sviluppa il vero Sé. Isolata dal corpo, si potrà soltanto sviluppare il falso Sé. (5)
Non andiamo oltre in questa riflessione sul corpo e i suoi rumori perché pur avendone accennato l’aspetto  psicologico e psicoanalitico non siamo in grado per esempio di  esaminare la relazione e lo spazio analitico che  diventano il luogo dove il corpo reale del paziente e quello dell’analista sono in reciproca relazione, e in questa interrelazione si costruisce un ponte tra corpo, affetto e pensiero. E non ci riuscirebbe di dire  di più per esempio sulla relazione corpo-mente, così come nella  conflittualità che si può generare tra queste due entità. E ancora esaminare di fronte ai progressi  nel campo psico-biologico e delle neuroscienze  il recupero della  centralità del corpo sia nella teoria che nella clinica psicoanalitica.


     (4)Freud S. (1892-95), Studi sull’isteria, O.S.F, 1
– (1915 -1917), Pulsione e loro destini, O.S.F, 8
– (1922), L’Io e l’Es, O.S.F., 9
– (1911) Precisazione sui due principi dell’accadere psichico, O.S.F., 6
– (1929) Il disagio della civiltà, O.S.F., 10
         (5)Winnicott D.W. (1949), L’intelletto e il suo rapporto con lo Psiche-Soma, in Dalla         Pediatria alla Psicoanalisi, Firenze, Martinelli, 1975
– (1970), Sulle basi di Sé nel corpo, in Esplorazioni psicoanalitiche, Milano, Cortina, 1995
 Una scelta antologica, attraverso tutta l’opera di M. Merleau-Ponty, di pagine dedicate al problema del corpo e della percezione, è stata pubblicata in italiano a cura di F. Fergnani, col titolo Il corpo vissuto, Milano 1979. L’ampio saggio introduttivo dello stesso Fergnani situa la riflessione sul ‘corpo vissuto’ nel contesto della filosofia esistenzialista. Cf. anche L. Asciutto, Volontà e corpo proprio nella fenomenologia di Paul Ricoeur, Francavilla al mare 1973.
(leggi anche la prima parte di  Sillabari : Scritto sul corpo )


Eremo Rocca S. Stefano  martedì  7 aprile 2020

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