
Ha scritto Blaise Pascal
in quelli che noi conosciamo come i Pensieri
:“Quando mi è capitato di riflettere sulle
diverse
inquietudini degli uomini, sui
pericoli e sulle pene a cui si espongono a corte, in guerra, là dove nascono
tanti contrasti, passioni, imprese ardite e spesso malvagie,
mi son detto spesso che tutti i mali degli
uomini derivano da una sola cosa, dal non saper stare senza far nulla in una
stanza. Un uomo che avesse beni sufficienti per vivere, se
sapesse stare a casa propria con piacere, non ne uscirebbe per andare sul mare
o all’assedio di una fortezza, non acquisterebbe a caro prezzo una carica
nell’esercito se non trovasse insopportabile la vita nella sua città, e non
cercherebbe le conversazioni e i divertimenti dei giochi se sapesse
stare a casa propria con piacere”.
Ossia ha detto che siamo umani:
siamo deboli, abbiamo manie di grandezza che contrastano con la fragilità delle nostre vite; siamo
umani, e nonostante gli egoismi, le rivalità, le piccole miserie che
coltiviamo,
è
impossibile che ci sentiamo davvero
estranei a quello che ci accomuna gli altri esseri umani: bisogna darsi il tempo di
dissipare un po’ di sé; per ritrovarsi bisogna prima
perdersi, e
bisogna aver paura.
Non ci farà male piangere perché
dopo il virus saremo ancora più
soli. Perché la memoria del corona virus non sarà solo come quella del vaiolo
per esempio. Ho sul braccio il segno di quella vaccinazione che rimane a
ricordare il flagello acquietato ma non
sconfitto . La memoria del corona virus sarà invisibile ( forse si vedrà con
esami ematici ) e lo sarà anche quando
avremo un vaccino?. Questo virus è fatto così. La vaccinazione sarà una specie
di “ pic” come quello della pubblicità per dire “ già fatto” . E invece no . Il
primo segno sarà il droplet, la distanza di sicurezza.
Che è la prima spia della fragilità umana. Quante distanze di sicurezza
abbiuamo tenute, prima di questa esperienza? Tante ma tante. Dal punto di vista
psicologico e anche da quello della prossimità materiale . Nei confronti degli altri che erano da tenere a bada, che erano sporchi e cattivi
. I segni successivi saranno proprio
quelle rinunce che già da oggi
cominciamo a sentire e che mai ci saremmo aspettai di dover subire :
limitazione di libertà perché esercizio di libertà è concretamente solidarietà
( in questo caso restare a casa significa essere solidale con chi potrebbe
subire più pesanti ripercussioni perché fragile, debole, malati ecc. ) ;
cambiamento delle abitudini,solitudini inespresse e inespressive; ritorno alla
essenzialità della vita e delle sue
espressioni ;recupero di valori da fare
subito e che ci serviranno dopo per resistere.
Così forse prima di chiedersi che cosa fare , bisognerebbe chiedersi “ che cosa vuol dire “ nel senso che
ogni cosa che ci circonda, ogni momento
che viviamo, ogni esperienza,
accadimento comportamento degli altri e anche nostro , probabilmente ci
vuole dire qualcosa. Sta a noi saper leggere
e quindi capire, ricordare. Gli esseri umani sono disposti anche a scambiare la loro felicità o l’idea che hanno di felicità con la rassicurazione da qualsiasi parte essa
arrivi. Ecco perché si è disposti ad
accettare l’uomo solo al comando. Alui si chiede protezione per la fragilità , l’insicurezza .
Lo si fa quando non si hanno altri strumenti e la cultura democratica è così
impoverita che è l’unica strada. Nel banale quotidiano l’esempio è quello di quando si entra dal medico preoccupati, doloranti, affannati. Dal
colloquio e dalla predisposizione di terapie
usciamo rassicurati. Ma basta fare qualche passo che ci riassalgono,
dubbi, incertezze ,preoccupazioni.
Andiamo alla ricerca di
rassicurazioni perché la nostra esistenza è fragile , la nostra
psicologia instabile. Forse siamo anche assetati di obbedienza nei confronti di
chi ci offre sicurezza. E certi regimi ce lo dimostrano. Quando siamo fragili si ispessiscono i confini e tutto attorno a noi diventa un cerchio .
Anche se il confine poi in definitiva ci
potrebbe aiutare a comprendere alcune
cose . Il confine è il primo gesto della vita. Traccia il dentro e il fuori.
Forse crea identità. Ma è sicuramente l’opposto di libertà. Ci aiuta a capire perché ci mette
di fronte ad una scelta tra il desiderio di appartenenza e il desiderio di libertà.
Noi apparteniamo alla fragilità e da essa chiediamo libertà Una libertà
che deve essere costruita perché il
confine è una zona di transito. Si può uscire . Costruendo dentro il
cerchio valori che ci possono aiutare
quando siamo usciti, valori da conservare . Uno di questi valori è sicuramente
la pietas ,quella nobile di Seneca e Cicerone. Certo dire pietà, misericordia, compassione ci fa pensare a qualcosa di meno nobile. Ma è la stessa
pietà che muove l’anima a chinarsi
sugli altri e non quella obliqua
che etichetta gli altri e che
trasforma la pietà-empatia in empietà.
Fragilità e pietà dunque che significa piangere anche su certe realtà .
In Tennessee le persone affette da
atrofia muscolare spinale verranno «escluse» dalla terapia intensiva. In
Minnesota saranno la cirrosi epatica, le malattie polmonari e gli scompensi
cardiaci a togliere ai pazienti affetti da Covid-19 il diritto a un
respiratore. Il Michigan darà la precedenza ai lavoratori dei servizi
essenziali. E nello Stato di Washington, il primo a essere colpito dal
coronavirus, così come in quelli di New York, Alabama, Tennessee, Utah,
Minnesota, Colorado e Oregon, i medici sono chiamati a valutare il livello di
abilità fisica e intellettiva generale prima di intervenire, o meno, per
salvare una vita.
Pietà è cambio di
passo come diceva "Albert
Einstein : “ Le gravi catastrofi naturali reclamano un cambio di mentalità che
obbliga ad abbandonare la logica del puro consumismo e a promuovere il rispetto
della creazione." Che è fragile come siamo noi. Perché ci assomiglia .
Perché sta dentro di noi come immagine di quello che vale , di quello che
si è
in divenire.

Eremo Rocca S. Stefano
venerdì
3 aprile 2020
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