Nella
prima e seconda parte di questa
riflessione si è parlato del corpo, dei suoi rumori che diventano segnali per
comunicare.
Continuando queste riflessioni si vuole ora parlare dei
singoli organi del corpo per esempio i
polmoni e quindi il respiro , il cuore e quindi il battito e via dicendo
.Cominciamo dunque dai polmoni e dal respiro.
E’
irrequieto il nostro corpo .Si sente qualche volta questa irrequietezza nel
respiro. L’inspirazione butta aria nei polmoni,l’espirazione porta ossigeno alla
mente. Continuamente. Incessantemente per ogni istante della vita. Un confronto
continuo tra inspirazione e ispirazione dentro parametri stabiliti,regolati
,misurati.
“Per
trasformare l'energia delle sostanze nutritive, come lo zucchero, in energia
utilizzabile, la maggior parte delle cellule si servono di un processo
biochimico chiamato "respirazione cellulare". La produzione di
energia per mezzo della respirazione cellulare richiede un rifornimento
continuo di ossigeno e genera, come sostanza di rifiuto, diossido di
carbonio. Il sistema respiratorio provvede allo svolgimento della
respirazione cellulare prelevando l'ossigeno dall'ambiente ed eliminando il
diossido di carbonio dall'organismo. Per svolgere queste due funzioni
l'atto respiratorio si svolge in due fasi: l'inspirazione e l'espirazione.” (1)
Si
respira con la bocca, con il naso, con il diaframma. Ed è in definitiva il risultato di due diversi
processi: la respirazione esterna (o polmonare) e la respirazione
interna (o cellulare).
Fisiologicamente,
in un adulto sano a riposo, la frequenza respiratoria media (numero di atti
respiratori in un minuto) si registra in un range tra i 16 e i 20.
Al
di sotto dei 12 atti al minuto si parla di bradipnea, mentre si parlerebbe di
tachipnea nel caso in cui gli atti per minuto sorpassassero i 20.
È
bene comunque precisare come la frequenza respiratoria sia legata all'età e
alla frequenza cardiaca.
A
volte questi parametri sono superati , rotti, o ridotti al minimo così il respiro si alza, si abbassa, sale ,scende ,si
affievolisce. Come d’altra parte la pressione del sangue che esamineremo in
un'altra riflessione .
Così ecco tanti rumori diversi come la dispnea: sintomo caratterizzato da respirazione
affannosa, difficoltosa. Può essere fisiologica se successiva ad un importante
sforzo fisico, diversamente è considerata patologica; l’apnea: assenza di
respirazione per più di 15 secondi; la Tachipnea: intesa come un aumento della frequenza
respiratoria sopra i 20 atti al minuto; la bradipnea: diminuzione della frequenza
respiratoria al di sotto dei 12 atti per minuto; la iperpnea:
da non confondere con la tachipnea, è da considerare come l'aumento, in termini
di profondità e frequenza, della respirazione con conseguente e maggiore
ventilazione polmonari.
Ognuna
di queste alterazioni del respiro parla un suo linguaggio e comunica qualcosa
di occasionale , di reale, di fisiologico ma anche di patologico. Patologie
come quelle osservate da alcuni medici. Per esempio l respiro di
Cheyne-Stokes, dai medici che per primi hanno descritto questo fenomeno, è
una forma di respiro patologico in cui si alternano apnee di lunga durata a
fasi in cui si passa da una respirazione profonda ad una sempre più
superficiale per continuare poi con l'apnea. Descritto da Camille Biot nel
1876, il respiro di Biot è caratterizzato dall'alternanza di 4 o 5 atti
respiratori rapidi di uguale profondità a fasi di apnea di durata variabile .È
un indice prognostico molto grave e di importante sofferenza del centro
respiratorio. Descritto da Adolph Kussmaul nel 1800, il respiro di Kussmaul
è caratterizzato da respiri lenti con inspirazioni profonde e rumorose a cui
segue una breve apnea inspiratoria, continuando con una espirazione breve e
gemente con una lunga pausa post espirazione. Solitamente si associa ad acidosi
metabolica severa,
come nel caso del diabete mellito scompensato (chetoacidosi diabetica). A
differenza delle altre forme patologiche di respiro, il respiro di Fallstaff
prende il nome da un personaggio non reale, descritto come fortemente
sovrappeso e dal russamento decisamente rumoroso, inventato da Shakespeare per
la sua opera “Enrico IV”.. (2)
I
polmoni sono i custodi spugnosi della
vita. Sono votati per natura all’uomo
fisiologico. Ma con un salto e non da poco
perché forniscono linfa vitale alla psiche che è, essa stessa, soffio,
respiro e spirito producendo la più incredibile fusione tra fisiologico e spirituale che diventa dunque una effusione.
Effuso,
versato, sparso , diffuso, sciolto, lo spirito opera anche al contrario : assorbe, si imbeve, si impregna,
assimila,acquisisce, fa proprio.
Dimostrando che il respiro
,inspirazione ed espirazione muovono corpo e mente in un continuo soffio
vitale.
E
non ci sorprenda come tutto questo è stato fissato ,attaccato sopra ,ma anche
depositato nelle parole. Anassimene indica
in “ aria” la materia primordiale
dell’universo; l’Antico Testamento
nomina il soffio vitale con
Rùach che è anche vento, respiro e
ispirazione divina. Poi la scienza moderna
ha scoperto e descritto che quel
soffio vitale impresso dai polmoni non è altro appunto che il compito di questo
organo del corpo : importare ossigeno
per il sangue, espellere anidride carbonica. Un apparato che coinvolge trachea
, bronchi e bronchioli per arrivare fino
alle cellule specializzate per lo scambio gassoso.
Fissato
dunque non solo nelle parole ma anche nelle storie .Così l’ impossibilità del
polmone di funzionare, secondo la sua predisposizione, a causa del bacillo della tubercolosi che ha
prodotto le storie in letteratura di
paura e fascino,dissoluzione ed erotismo.
Da Violetta a Mimì del melodramma italiano al “Dramma intimo” di Verga alla “Cugina Bette
“di Balzac, al “chiuso morbo” della Silvia di Leopardi fino al simbolico “La montagna incantata” di
Thomas Mann. Storie sulla carta ma anche
storie di vere . Un male che spense le vite di migliaia di persone ma anche
quelle di Keats Chopin, Bronte, Cechov,
Kafka, Gozzano.
FONTI
(1)
http://www.benessere.com/salute/atlante/respirazione.htm


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