lunedì 27 aprile 2020

SILLABARI Semplificazione burocratica







 Chi sta peggio di noi ? Incredibile ma vero.  Il Giappone. Di che  parliamo?  Di burocrazia. A sorpresa nel paese che ha una immagine fortemente iper tecnologica ,la cultura del lavoro  è ancora analogica e cartacea. Il simbolo del mondo del lavoro  in questo paese  è il “timbro”. Gli “hauko” che devono essere apposti  su ogni documento  ufficiale.  Ci sono timbri societari conservati nelle casseforti delle aziende  e quelle personali.  Si, timbri  che ogni lavoratore  che produce un documento  o che è direttamente legato a quel documento  deve apporre sulla pagina o sulle pagine che lo compongono  prima che il documento venga faxato o archiviato.  Senza timbro non c’è documento come senza mail certificata non c’è comunicazione ufficiale .
E sempre per  rimanere in Giappone  e stare alla sua capacità iper tecnologica  ricordo che  in quel paese viene utilizzato uno strumento  curioso dal punto di vista tecnologica  ,lo “ spingitore”,uno strumento che nella metropolitana  di Tokio butta  i passeggeri dentro le vetture  e li pigia per farne entrare quanto più possibile.  Sembra uno scherzo  ma è la stessa cosa con la burocrazia.  Buttare dentro  un documento o un testo di legge tutte quello che ci può stare  perché più piena è la lista dei rimandi,  degli allegati,  più è il “ lustro” del documento  nell’accezione” bizantina”  come spesso si dice e nel senso” borbonico” come a torto si ricorda .

La burocrazia e l'aristocrazia bizantine costituirono l'insieme dei poteri signorili e degli apparati amministrativi che dal IV e fino al XV secolo contribuirono a reggere Costantinopoli e l'Impero bizantino.Come pure la burocrazia borbonica che risulta nel tempo più vicina a noi contribuì alla organizzazione del sud Italia. . Dopo l’unità d’Italia  quella organizzazione fu  smantellata e rimodellata su quella piemontese . In realtà l’organizzazione statale borbonica e le  leggi napoletane erano esemplari tanto che , nel 1852, l’imperatore francese Napoleone III inviò a Napoli una speciale commissione di giuristi e di alti funzionari, perché studiassero quelle organizzazione .Lo storico inglese Bolton King (1860-1937) sostenne nel 1902  che «nessuno Stato in Italia poteva vantare istituzioni così progredite come quelle del Regno delle Due Sicilie». Solo un esempio : la scuola giuridica meridionale .

Lo Stato borbonico, infatti, eccelleva sotto gli aspetti sociale, culturale, industriale, economico, amministrativo ed aveva delle leggi all’avanguardia in numerosi settori; in particolare, il sistema giudiziario meridionale è stato riconosciuto da molti studiosi come il più avanzato dell’Italia pre-unitaria, in linea con la grandissima scuola meridionale di diritto. Sin dal 1774, era stato introdotto nell’impianto processuale napoletano l’istituto della Motivazione delle Sentenze, in linea con le teorie illuministe del giurista napoletano Gaetano Filangieri (1753-1788); e quando la tortura giudiziaria vigeva ancora con tutta la sua ferocia nel cosiddetto “liberale” Piemonte, le leggi borboniche già da un pezzo l’avevano vietata. Era stabilito, che la corrispondenza privata non potesse venire in alcun modo manomessa e che non fosse lecito imprigionare un povero debitore senza un giudizio di merito che ne avesse accertato la frode. È sufficiente consultare, presso l’Archivio di Stato di Napoli (fondo Archivio Borbone), la «Collezione delle Leggi e de’ Decreti Reali del Regno delle Due Sicilie», per comprendere la modernità e l’elevato livello di civiltà giuridica che caratterizzavano l’Ordinamento duosiciliano.  (1)
Ma il nostro percorso è un altro per cui riprendiamo il filo del ragionamento  . Timbri ,visti, pareri, nulla osta,  hanno nel nostro paese  un peso a volte determinante e sproporzionato . Per esempio il timbro.
Il timbro è accompagnato da quello che Francesco Carnelutti chiamava “il segno grafico riconducibile a un soggetto”, cioè la sottoscrizione, può subire una tetrapartizione concettuale in sigla, visto, firma .E poi i nulla osta 

Il timbro è  comunque uno strumento di cancelleria che consente di decretare l’ufficialità di un documento e quindi la validità dello stesso. Mediante l’apposizione di un timbro, si stampa direttamente su carta una certa quantità di dati che, insieme alla firma, rappresentano una garanzia in più sulla veridicità e sull’ esattezza di ciò che si è dichiarato nel documento. Il timbro ha origini molto antiche. Da scavi e rilievi archeologici, emergono testimonianze della sua esistenza già a partire da 10.000 anni fa, quando i sigilli erano realizzati in osso, terracotta, pietra, rame e legno. Il timbro tradizionale per funzionare deve essere impregnato nell’inchiostro attraverso un’attività manuale. Nel tempo, i timbri hanno acquisito caratteristiche via via più funzionali. Ma, nonostante le numerose evoluzioni, hanno mantenuto inalterata la loro utilità. Ad oggi, il timbro autoinchiostrante è quello che meglio risponde alle esigenze di efficienza e comodità di utilizzo. Questa tipologia di timbro è dotata di cuscinetti che si inchiostrano automaticamente a ogni utilizzo.

Dunque  abbiamo preso il timbro come l’emblema di un sistema, il sistema burocratico che  vogliamo richiamare all’attenzione per capire se è possibile finalmente arrivare ad una semplificazione .Necessaria  davanti alle necessità della società contemporanea perché l’apparato statale possa dare delle risposte efficaci e immediate a esigenze e problemi . Sul sito del Dipartimento della funzione pubblica  si legge a proposito di semplificazione che essa : “  si realizza attraverso interventi normativi, amministrativi, organizzativi e tecnologici finalizzati a ridurre il peso della burocrazia su cittadini e imprese
La semplificazione oggi si fonda su una logica di risultato. Quello che conta non sono le norme introdotte o eliminate, ma l’effettiva riduzione dei tempi e dei costi. Le leggi da sole non bastano, se non cambiano la vita dei cittadini.
Con il Patto per la semplificazione viene portato avanti un metodo di lavoro che vede la collaborazione di tutti i livelli istituzionali. Un metodo fondato sul rispetto delle scadenze e degli impegni assunti, sull’ascolto e il coinvolgimento dei cittadini, delle imprese e delle loro associazioni.
In questo quadro, la misurazione degli oneri burocratici costituisce una fondamentale base conoscitiva per individuare le procedure più complicate da semplificare e per verificare gli effetti degli interventi di semplificazione adottati.
Semplificare ascoltando. La consultazione dei cittadini, delle imprese e delle loro associazioni, in tutte le fasi della politica di semplificazione è essenziale per raccogliere nuove proposte, per migliorare le attività in corso e per verificarne i risultati.

La semplificazione e la qualità della regolazione sono considerate, a livello europeo ed internazionale, un fattore chiave per la competitività e lo sviluppo. Per recuperare lo svantaggio competitivo dell’Italia, è essenziale, quindi, apprendere dalle esperienze dei Paesi avanzati e partecipare alle nuove politiche di “better regulation” a livello europeo.
Queste pagine web sono uno strumento a disposizione di coloro che vogliono conoscere la semplificazione per far valere i propri diritti o desiderano contribuire alle politiche di semplificazione.” (2)
Negli anni '90 il legislatore ha affrontato temi importanti per mettere l'amministrazione pubblica in maggior sintonia con i ritmi della società e della vita: la semplificazione dei procedimenti, l'apertura degli Urp, il
potenziamento delle tecnologie informatiche e telematiche, le carte dei servizi, il riconoscimento di nuove figure professionali con competenze comunicative, sono gli aspetti affrontati, ripresi, perfezionati, a partire dalla legge 241 fino alle cosiddette Bassanini.

Probabilmente  tutto questo lavoro è stato affidato più a strumenti tecnici che non a “ burocrati” formati espressamente sotto il profilo proprio umanistico per affrontare dal di dentro questa problematica .
Uno dei problemi fondamentali è quello del linguaggio . L’amministrazione pubblica, che sul piano linguistico si rifà a un italiano innegabilmente di tradizione, rischia davvero uno iato incolmabile rispetto alle nuove generazioni di utenti se continua a ritenere secondario, rispetto alla sua missione, il problema del linguaggio. Che significa poi attenzione ai fattori di ricezione, ottica interdisciplinare, inserimento di nuove competenze, aggiornamento del personale. (3)
Dice l’ANCI Lombarda    : “In Italia è forte la credenza che, per ottenere la semplificazione, basti tagliare, eliminare, togliere di mezzo norme, uffici, procedure. Questa 'semplificazione attraverso l’eliminazione' è una strategia perseguita da almeno tre decenni, da governi di opposti orientamenti politici, con un’ampia serie di strumenti, dai testi unici alle sanzioni, dai roghi delle leggi inutili ai moduli unificati.

L’obiettivo non è stato raggiunto perché il metodo è sbagliato, in quanto prende a riferimento una logica da amanuense medievale, che misura la fatica cognitiva di un testo in base al numero di parole che occorre leggere e scrivere. L'epoca degli ipertesti, delle parole chiave, dei menu ad albero per la selezione progressiva delle alternative ci ha insegnato che la difficoltà di una procedura amministrativa si basa su ben altri parametri, che dipendono dalla nitidezza cognitiva delle situazioni da certificare, dalla linearità delle norme che la regolano, dalle competenze di chi deve compilare le domande e da quelle di chi deve valutarle. (4)
Franco  Bassanini, in una appassionata difesa riassume così   il  lavoro svolto, e  indica  i punti in cui va rilanciato e completato. “In quest’opera”, scrive, “non si parte da zero, come all’inizio degli anni Novanta. Bene o male, una riforma c’è stata. Non sono mancati errori e contraddizioni....Non è stata attuata con
coerenza e determinazione; è stata, anzi, in buona parte svuotata, boicottata e tradita. Richiede certamente correzioni e aggiornamenti, anche importanti. Ma soprattutto occorre oggi riprenderla, rilanciarla, completarla e attuarla, dotandola delle necessarie risorse umane e strumentali”.  (5)
E questo il punto siamo ancora fermi .


(3)   Aurora Lucarelli  Semplificare il linguaggio burocratico
(4) Anci Lombarda Centro Icona  La semplificazioni amministrativa
(5) ASTRID, Semplificare l’Italia, a cura di F. Bassanini e L. Castelli, Firenze, Passigli 2008.


Eremo Rocca S. Stefano  lunedì  27 aprile 2020

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