giovedì 2 aprile 2020

SILLABARI : Civismo (I)




Che si potrà raccontare  alla fine dell’emergenza determinata dalla pandemia di corona virus? Spero che non si debba dire che abbiamo cercato solo le ragioni  e non abbiamo voluto vedere nemmeno le consegue nze. Probabilmente in questo momento Cartesio  non ci è di aiuto anche se ha segnato molte decisioni da qualche secolo a questa parte. La domanda è : che ruolo  ha la responsabilità individuale nell’efficacia delle norme  in una democrazia costituzionale?

Ha un grande ruolo perché dispone per ciascun cittadino  un ruolo fondamentale ,quella di essere la prima autorità nell’emergenza. E’ il singolo individuo che deciderà i suoi comportamenti. Saranno questi comportamenti che risolveranno i problemi . Ed è sicuramente vero stando  a quello che ci hanno insegnato le esperienze  nel nostro paese di terremoti, alluvioni, frane, esondazione, eruzioni . Il problema dunque si risolve con il civismo.  La responsabilità delle persone non si può imporre. Certo si possono creare dei deterrenti  per invogliare i comportamenti  ma non si possono imporre per legge,per decreto o con la forza. Deve poter far conto  sullo sforzo volontario  e quotidiano degli individui.. Nessuna norma , anche quella più severa, anche quella  “ imposta” può ottenere risultati senza l’impegno  di ciascuno e dell’intera collettività.

Certo è difficile costruire ed esercitare un lessico civile che permetta di aprire ponti a concetti e realtà come l’accoglienza,la coesione,la tolleranza. Questo paese ha sofferto una lunga stagione di contrasti  proprio alla realizzazione di questi  aspetti  della vita nazionale  peraltro garantiti dalla costituzione perché basati sulle libertà. E’ proprio questa coscienza  in termini di virtù civili che ci da le risorse necessarie per andare avanti. La Costituzione che non prevede “lo stato di eccezione” non si sospende mai nemmeno in  situazioni di emergenza come questo . E’ la bussola per ogni azione e ogni comportamento sia dei governanti che dei cittadini. La Costituzione si applica scrupolosamente perché essa assegna  a ognuno i propri poteri  compreso il Governo che deve agire con tempestività. La condizione emergenziale imposta da un rischio di 
 contagio  e quindi in difesa della vita ci deve far riflettere  sui limiti del potere di eccezione nella democrazia costituzionale. Lo diceva bene  Montesquieu  a proposito dei poteri straordinari : a volte si può pensare di mettere un “velo sulla legge” come qualcuno nel nostro paese chiedeva senza risultato  e come  fatto  proprio in questi giorni in un altro paese  europeo, si badi bene europeo. Ma è uno  iato.  In questi giorni  cè stato anche un dibattito che si è incentrato sulla necessità di un  comando centrale  ( più che altro come esigenza di coordinamento e di uniformità non tanto  nell’accezione  “ dell’uomo solo al comando “),sulla decisione di un commissario ad acta  (per sveltire decisioni e procedure nel rispetto comunque delle norme in vigore ) di fronte alle misure prese da Governo e Protezione civile .

Certo va detto che la legge può prevedere un  commissario straordinario  al fine di perseguire “ specifici obiettivi  “ o “ per esigenze temporanee” ma la recente storia  ci ha insegnato che per esempio  nel caso del terremoto di L’Aquila quanto possa essere arbitrario il potere di un commissario.

Il civismo  allora è l’opposto  dei poteri straordinari che  generano opacità di fronte alla necessità di una trasparenza estrema. Non ci sono  scorciatoie . E non ci sono scorciatoie nemmeno su quello che in questo momento è  fissata l’attenzione : la condizione  dello stato della sanità . Tanto che  qualcuno comincia a pensare che  forse è il caso di riprendere in considerazione la legge di riforma di questo settore per ridiscuterla e magari arrivare all’estremo di un referendum per abrogarla. Ma sarà la seconda parte di questa riflessione .

Eremo Rocca S. Stefano  giovedì  5 aprile 2020


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