Che
si potrà raccontare alla fine
dell’emergenza determinata dalla pandemia di corona virus? Spero che non si
debba dire che abbiamo cercato solo le ragioni
e non abbiamo voluto vedere nemmeno le consegue nze. Probabilmente in
questo momento Cartesio non ci è di
aiuto anche se ha segnato molte decisioni da qualche secolo a questa parte. La
domanda è : che ruolo ha la
responsabilità individuale nell’efficacia delle norme in una democrazia costituzionale?
Ha
un grande ruolo perché dispone per ciascun cittadino un ruolo fondamentale ,quella di essere la
prima autorità nell’emergenza. E’ il singolo individuo che deciderà i suoi
comportamenti. Saranno questi comportamenti che risolveranno i problemi . Ed è
sicuramente vero stando a quello che ci
hanno insegnato le esperienze nel nostro
paese di terremoti, alluvioni, frane, esondazione, eruzioni . Il problema
dunque si risolve con il civismo. La
responsabilità delle persone non si può imporre. Certo si possono creare dei
deterrenti per invogliare i
comportamenti ma non si possono imporre
per legge,per decreto o con la forza. Deve poter far conto sullo sforzo volontario e quotidiano degli individui.. Nessuna norma
, anche quella più severa, anche quella
“ imposta” può ottenere risultati senza l’impegno di ciascuno e dell’intera collettività.
Certo
è difficile costruire ed esercitare un lessico civile che permetta di aprire
ponti a concetti e realtà come l’accoglienza,la coesione,la tolleranza. Questo
paese ha sofferto una lunga stagione di contrasti proprio alla realizzazione di questi aspetti
della vita nazionale peraltro
garantiti dalla costituzione perché basati sulle libertà. E’ proprio questa
coscienza in termini di virtù civili che
ci da le risorse necessarie per andare avanti. La Costituzione che non prevede
“lo stato di eccezione” non si sospende mai nemmeno in situazioni di emergenza come questo . E’ la
bussola per ogni azione e ogni comportamento sia dei governanti che dei
cittadini. La Costituzione si applica scrupolosamente perché essa assegna a ognuno i propri poteri compreso il Governo che deve agire con
tempestività. La condizione emergenziale imposta da un rischio di
contagio e quindi in difesa della vita ci deve far
riflettere sui limiti del potere di eccezione
nella democrazia costituzionale. Lo diceva bene
Montesquieu a proposito dei
poteri straordinari : a volte si può pensare di mettere un “velo sulla legge”
come qualcuno nel nostro paese chiedeva senza risultato e come
fatto proprio in questi giorni in
un altro paese europeo, si badi bene
europeo. Ma è uno iato. In questi giorni cè stato anche un dibattito che si è
incentrato sulla necessità di un comando
centrale ( più che altro come esigenza
di coordinamento e di uniformità non tanto
nell’accezione “ dell’uomo solo
al comando “),sulla decisione di un commissario ad acta (per sveltire decisioni e procedure nel
rispetto comunque delle norme in vigore ) di fronte alle misure prese da
Governo e Protezione civile .
Certo
va detto che la legge può prevedere un
commissario straordinario al fine
di perseguire “ specifici obiettivi “ o
“ per esigenze temporanee” ma la recente storia
ci ha insegnato che per esempio
nel caso del terremoto di L’Aquila quanto possa essere arbitrario il
potere di un commissario.
Il
civismo allora è l’opposto dei poteri straordinari che generano opacità di fronte alla necessità di
una trasparenza estrema. Non ci sono
scorciatoie . E non ci sono scorciatoie nemmeno su quello che in questo
momento è fissata l’attenzione : la
condizione dello stato della sanità .
Tanto che qualcuno comincia a pensare
che forse è il caso di riprendere in
considerazione la legge di riforma di questo settore per ridiscuterla e magari
arrivare all’estremo di un referendum per abrogarla. Ma sarà la seconda parte
di questa riflessione .


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