mercoledì 22 aprile 2020

SILLABARI : Scritto sul corpo ( IX parte )





“Approssimativamente, l'adolescenza è quel periodo tra i dodici e i diciotto anni che costituisce un momento di transizione nel ciclo vitale, forse il più significativo, se si eccettuano gli anni della prima infanzia. I cambiamenti più evidenti durante l'adolescenza sono di natura fisica, con lo sviluppo dei caratteri sessuali secondari, come la crescita dei peli o l'abbassamento nel tono della voce, ma soprattutto con il rapido aumento della statura e del peso, in seguito al quale alcuni ragazzi acquistano fino a quindici centimetri di altezza in un anno. È il cosiddetto spurt, o scatto puberale, che comporta anche cambiamenti fisici più intimi come, per es., l'inizio delle mestruazioni, la prima polluzione. Tutti questi eventi sono innescati e diretti da importanti modifiche ormonali, cioè da alterazioni della biochimica dell'organismo infantile, che si manifestano con la produzione di grandi quantità di testosterone e di estrogeni e con la conseguente crescita di tessuto muscolare, soprattutto nei maschi, e di tessuto adiposo, principalmente nelle femmine.”

E’ questa che ho riportato una delle definizioni dell’adolescenza che ho preso dall’enciclopedia Treccani perché ai fini delle  riflessioni che sto  facendo sul corpo rende bene il problema della trasformazione del corpo nell’età adolescenziale. Il tema dunque è l’uso del corpo in adolescenza.
Il rapporto con il proprio corpo è uno dei temi più complessi e faticosi del periodo adolescenziale. Lo dobbiamo considerare   sotto due prospettive . Quello  del normale sviluppo di un corpo e dei rapporti da instaurare  con  una nuova immagine e  anche per alcuni i aspetti di disagio tra i quali   autolesionismo, disturbi alimentari, uso di sostanze: il corpo che cambia diventa luogo di espressione di un disagio nascosto e difficile da esprimere. Infatti il corpo cambia, si allunga, modifica le forme: compaiono i peli sul corpo per entrambi i sessi e la barba per i maschi, i muscoli nei ragazzi e il seno e i fianchi nelle ragazze; gli ormoni favosriscono i primi odori, una maggiore sudorazione, il cambiamento della voce nei maschi; a livello sessuale compaiono il menarca (il primo ciclo mestruale) e lo spermarca (prime eiaculazioni) che creano la consapevolezza di essere “diventati grandi”. In una certa misura, considerata questa importante metamorfosi, le difficoltà che ha un adolescente nel rapporto con il proprio corpo sono normali. Ma in alcuni casi esitano in una sofferenza importante: succede quando i ragazzi vivono in modo traumatico il fatto di avere a che fare con una nuova rappresentazione di sé. (1)

Il corpo diventa quindi importante ma spesso la sua percezione è distorta da quello che ne dicono ,per esempio, i mezzi di comunicazione di massa  con  la nascita di distorsioni . “L’eccessiva importanza riservata all’immagine corporea è frutto dell’errata convinzione che per essere socialmente accettati bisogna apparire in forma uguale, se non addirittura migliore, a quella dei modelli proposti dai media. Questi ultimi fungono da elementi decisivi per la formazione di ideali e convinzioni dei giovani d’oggi. L’adolescente, trovandosi a vivere un periodo di discontinuità del suo sviluppo psicologico, teme di non riuscire a reggere il confronto con tali modelli, cresce quindi l’insoddisfazione corporea e il senso di inadeguatezza rispetto ad essi. Per le ragazze, il vedersi grasse si associa molto spesso ad una percezione negativa di sé e del proprio corpo e ciò potrebbe comportare l’inizio di diete severe. Il conflitto tra mente e corpo solitamente sfocia nella non accettazione di sé e ad un grado estremo potrebbe dare origine ad un vero disturbo dell’alimentazione, con conseguente controllo del peso mediante pratiche ortodosse, quali digiuno o condotte compensatorie. (2)

Sperimentazione, differenziazione e identificazione rappresentano quindi quegli “strumenti del mestiere” attraverso cui i giovani, sulla scia dei processi maturativi fisici, cognitivi, morali e sociali che caratterizzano questa fase di vita, ricercano e danno coerenza al sé, definendo il proprio sistema di scopi e credenze, che guiderà le scelte di vita futura.(3)
Scrive Giuseppe Latte nel suo blog: “  la manipolazione del 
corpo nei maschi è orientata, non solo, all’attenzione e cura dei propri attributi maschili e delle proprie performance (attraverso le cure estetiche, l’esercizio fisico, l’uso di farmaci, ecc.), ma anche alla possibilità di gestire e controllare la forza fisica e muscolare, il potenziale aggressivo legato allo sviluppo del nuovo corpo.(…)Le manipolazioni del corpo hanno la funzione di renderlo più visibile tra tanti altri, più presentabile e più attraente, a volte, all’interno di una gara tra pari che sancisca chi è il migliore, il più forte, il più desiderabile per conquistare la più “carina”.Le sfide, le gare, l’esercizio fisico, come modalità di manipolazione del corpo attraverso cui l’aggressività viene ritualizzata, consentono all’adolescente di dare inizio alle condotte di corteggiamento, di saperle allestire e condurre, tenendo a bada gli aspetti aggressivi, per lasciare il posto ad uno scambio tenero affettuoso e confidenziale (G. Pietropolli Charmet “I nuovi adolescenti”).Come per il maschio, anche la manipolazione del corpo per la donna costituisce un sostegno importante per l’ingresso nei valori della femminilità e della costruzione dell’identità di genere femminile finalizzata all’accoppiamento eterosessuale. Il corpo manipolato attraverso l’abbigliamento, il trucco, le movenze, il cibo, viene esibito seduttivamente per soddisfare il bisogno di attenzione, di rendersi visibili e apprezzabili, di attrarre. La manipolazione del corpo può costituire una difesa contro la paura di essere invisibile, senza corpo, irrilevante, incapace di costruire e gestire relazioni e legami, come difesa contro ansie abbandoniche.” (4)


(2) Mian, E. (2006). Specchi. Viaggio all’interno dell’immagine corporea. Firenze: Phasar
             Bibliografia
 
1) A. Benaglio “Adolescenza stupefacente: riflessioni sul consumo di sostanze e i comportamenti a rischio in adolescenza” Bollettino Farmacodipendenze e Alcolismo n° 4, Anno XXIV 2001, Roma.
2) A. Benaglio L. Regoliosi (a cura di) “Ripensare la prevenzione” Ed. Unicopli 2002, Milano.
3) Annie Birraux “L’adolescente e il suo corpo” Ed Borla, 1993, Roma.
4) P. Blos (1979) L’adolescenza come fase di transizione, Ed. Armando, Roma, 1988.
5) A. Braconnier D. MarcelIi “I mille volti dell’ adolescenza” Ed Borla, 1994, Roma.
6) P. Bria, L. Rinaldi (a cura di) “Corpo e mente in adolescenza” Franco Angeli, 1999, Milano.
7) Armando B Ferrari “ L’eclissi del corpo” Ed. Borla, 1992, Roma.
8) Gustavo Pietropolli Charmet “I nuovi adolescenti” ed Cortina, 2000, Milano.
9) Gustavo Pietropolli Charmet “Ricerca sui modelli culturali e la rappresentazione che i ragazzi di 16 anni hanno sulle sostanze” formazione operatori Dipartimento Dipendenze ASL di Bergamo, 2001.
10) E. Rosci (a cura di) “Più o meno sedici anni” Ed. Franco Angeli, 2000, Milano.
11) A. Novelletto “Adolescenza, amore, accoppiamento”, ed Borla 1992, Roma.
12) M. Ravenna. “Psicologia delle tossicodipendenze” Ed, Il Mulino, 1997 Bologna.
13) M Selvini Palazzoni, S. Cirillo, M. Sellini, A.M. Sorrentino “I giochi psicotici nella famiglia” ed. Cortina 1988, Milano.
14) Carlo Zucca Alessandrelli “Adolescenza e tossicodipendenza” Marginalità e società, n. 5-88, Ed. Franco Angeli, Milano.


Eremo  Rocca S. Stefano  mercoledì  22 aprile 2020


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