“Approssimativamente,
l'adolescenza è quel periodo tra i dodici e i diciotto anni che costituisce un
momento di transizione nel ciclo vitale, forse il più significativo, se si
eccettuano gli anni della prima infanzia. I cambiamenti più evidenti durante
l'adolescenza sono di natura fisica, con lo sviluppo dei caratteri sessuali
secondari, come la crescita dei peli o l'abbassamento nel tono della voce, ma
soprattutto con il rapido aumento della statura e del peso, in seguito al quale
alcuni ragazzi acquistano fino a quindici centimetri di altezza in un anno. È
il cosiddetto spurt, o scatto puberale, che comporta anche cambiamenti fisici
più intimi come, per es., l'inizio delle mestruazioni, la prima polluzione.
Tutti questi eventi sono innescati e diretti da importanti modifiche ormonali,
cioè da alterazioni della biochimica dell'organismo infantile, che si
manifestano con la produzione di grandi quantità di testosterone e di estrogeni
e con la conseguente crescita di tessuto muscolare, soprattutto nei maschi, e
di tessuto adiposo, principalmente nelle femmine.”
E’
questa che ho riportato una delle definizioni dell’adolescenza che ho preso
dall’enciclopedia Treccani perché ai fini delle
riflessioni che sto facendo sul
corpo rende bene il problema della trasformazione del corpo nell’età
adolescenziale. Il tema dunque è l’uso del corpo in adolescenza.
Il
rapporto con il proprio corpo è uno dei temi più complessi e faticosi del
periodo adolescenziale. Lo dobbiamo considerare sotto due prospettive . Quello del normale sviluppo di un corpo e dei
rapporti da instaurare con una nuova immagine e anche per alcuni i aspetti di disagio tra i
quali autolesionismo, disturbi
alimentari, uso di sostanze: il corpo che cambia diventa luogo di espressione
di un disagio nascosto e difficile da esprimere. Infatti il corpo cambia, si
allunga, modifica le forme: compaiono i peli
sul corpo per entrambi i sessi e la barba per i maschi, i muscoli nei ragazzi e il seno e i fianchi nelle ragazze; gli ormoni favosriscono i primi odori, una maggiore sudorazione, il cambiamento della voce
nei maschi; a livello sessuale compaiono il menarca (il primo ciclo mestruale) e lo spermarca (prime eiaculazioni) che creano la consapevolezza di
essere “diventati grandi”. In una certa misura, considerata questa importante metamorfosi,
le difficoltà che ha un adolescente nel rapporto con il proprio corpo sono
normali. Ma in alcuni casi esitano in una sofferenza importante: succede
quando i ragazzi vivono in modo traumatico il fatto di avere a che fare con una
nuova rappresentazione di sé. (1)
Il
corpo diventa quindi importante ma spesso la sua percezione è distorta da
quello che ne dicono ,per esempio, i mezzi di comunicazione di massa con la
nascita di distorsioni . “L’eccessiva importanza riservata all’immagine
corporea è frutto dell’errata convinzione che per essere socialmente accettati
bisogna apparire in forma uguale, se non addirittura migliore, a quella dei
modelli proposti dai media. Questi ultimi fungono da elementi decisivi per la
formazione di ideali e convinzioni dei giovani d’oggi. L’adolescente,
trovandosi a vivere un periodo di discontinuità del suo sviluppo psicologico,
teme di non riuscire a reggere il confronto con tali modelli, cresce quindi
l’insoddisfazione corporea e il senso di inadeguatezza rispetto ad essi. Per le
ragazze, il vedersi grasse si associa molto spesso ad una percezione negativa
di sé e del proprio corpo e ciò potrebbe comportare l’inizio di diete severe. Il conflitto tra mente e corpo solitamente
sfocia nella non accettazione di sé e ad un grado estremo potrebbe dare origine
ad un vero disturbo dell’alimentazione, con conseguente controllo del peso
mediante pratiche ortodosse, quali digiuno o condotte compensatorie. (2)
Sperimentazione,
differenziazione e identificazione rappresentano quindi quegli “strumenti del
mestiere” attraverso cui i giovani, sulla scia dei processi maturativi fisici,
cognitivi, morali e sociali che caratterizzano questa fase di vita, ricercano e
danno coerenza al sé, definendo il proprio sistema di scopi e credenze, che
guiderà le scelte di vita futura.(3)
Scrive Giuseppe Latte nel suo blog: “ la manipolazione del
corpo nei maschi è orientata, non
solo, all’attenzione e cura dei propri attributi maschili e delle proprie
performance (attraverso le cure estetiche, l’esercizio fisico, l’uso di
farmaci, ecc.), ma anche alla possibilità di gestire e controllare la forza
fisica e muscolare, il potenziale aggressivo legato allo sviluppo del
nuovo corpo.(…)Le manipolazioni del corpo hanno la funzione di renderlo
più visibile tra tanti altri, più presentabile e più attraente, a volte,
all’interno di una gara tra pari che sancisca chi è il migliore, il più
forte, il più desiderabile per conquistare la più “carina”.Le sfide, le
gare, l’esercizio fisico, come modalità di manipolazione del corpo
attraverso cui l’aggressività viene ritualizzata, consentono
all’adolescente di dare inizio alle condotte di corteggiamento, di saperle
allestire e condurre, tenendo a bada
gli aspetti aggressivi, per
lasciare il posto ad uno scambio tenero affettuoso e confidenziale (G.
Pietropolli Charmet “I nuovi adolescenti”).Come per il maschio, anche la
manipolazione del corpo per la donna costituisce un sostegno
importante per l’ingresso nei valori della femminilità e della
costruzione dell’identità di genere femminile finalizzata
all’accoppiamento eterosessuale. Il corpo manipolato attraverso
l’abbigliamento, il trucco, le movenze, il cibo, viene esibito
seduttivamente per soddisfare il bisogno di attenzione, di rendersi
visibili e apprezzabili, di attrarre. La manipolazione del corpo può
costituire una difesa contro la paura di essere invisibile, senza corpo,
irrilevante, incapace di costruire e gestire relazioni e legami, come
difesa contro ansie abbandoniche.” (4)
gli aspetti aggressivi, per
lasciare il posto ad uno scambio tenero affettuoso e confidenziale (G.
Pietropolli Charmet “I nuovi adolescenti”).Come per il maschio, anche la
manipolazione del corpo per la donna costituisce un sostegno
importante per l’ingresso nei valori della femminilità e della
costruzione dell’identità di genere femminile finalizzata
all’accoppiamento eterosessuale. Il corpo manipolato attraverso
l’abbigliamento, il trucco, le movenze, il cibo, viene esibito
seduttivamente per soddisfare il bisogno di attenzione, di rendersi
visibili e apprezzabili, di attrarre. La manipolazione del corpo può
costituire una difesa contro la paura di essere invisibile, senza corpo,
irrilevante, incapace di costruire e gestire relazioni e legami, come
difesa contro ansie abbandoniche.” (4)
(2) Mian, E. (2006).
Specchi.
Viaggio all’interno dell’immagine corporea. Firenze: Phasar
(3)
https://www.giuseppelatte.it/2013/09/24/adolescenza-e-corpo-dal-corpo-manipolato-al-corpo-attaccato/
Bibliografia
1) A. Benaglio “Adolescenza stupefacente: riflessioni
sul consumo di sostanze e i comportamenti a rischio in
adolescenza” Bollettino Farmacodipendenze e Alcolismo n° 4, Anno XXIV
2001, Roma.
2) A. Benaglio L. Regoliosi (a cura di) “Ripensare la
prevenzione” Ed. Unicopli 2002, Milano.
3) Annie Birraux “L’adolescente e il suo corpo” Ed
Borla, 1993, Roma.
4) P. Blos (1979) L’adolescenza come fase di
transizione, Ed. Armando, Roma, 1988.
5) A. Braconnier D. MarcelIi “I mille volti dell’
adolescenza” Ed Borla, 1994, Roma.
6) P. Bria, L. Rinaldi (a cura di) “Corpo e mente in
adolescenza” Franco Angeli, 1999, Milano.
8) Gustavo Pietropolli Charmet “I nuovi adolescenti”
ed Cortina, 2000, Milano.
9) Gustavo Pietropolli Charmet “Ricerca sui modelli
culturali e la rappresentazione che i ragazzi di 16 anni hanno
sulle sostanze” formazione operatori Dipartimento Dipendenze ASL di
Bergamo, 2001.
10) E. Rosci
(a cura di) “Più o meno sedici anni” Ed. Franco Angeli, 2000, Milano.
11) A.
Novelletto “Adolescenza, amore, accoppiamento”, ed Borla 1992, Roma.
12) M.
Ravenna. “Psicologia delle tossicodipendenze” Ed, Il Mulino, 1997 Bologna.
13) M
Selvini Palazzoni, S. Cirillo, M. Sellini, A.M. Sorrentino “I giochi
psicotici nella famiglia” ed. Cortina 1988, Milano.
14) Carlo
Zucca Alessandrelli “Adolescenza e tossicodipendenza” Marginalità e
società, n. 5-88, Ed. Franco Angeli, Milano.




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