San Paolo
nell’Epistola ai romani afferma . “ Iustitia Dei revelatur in illo “ la
giustizia di Dio è rivelata nel Vangelo.
La giustizia di Dio ? Giustizia di un giudice inesorabile ?Misericordiosa ?
Giustizia crudele perché giudica con una terrificante imparzialità. Per questa giustizia la
creatura umana non è votata necessariamente
alla morte e agli eterni castighi ?
L’uomo decaduto come può non apparire cattivo ?
Lutero si
indigna contro Dio per questa giustizia ma un giorno la
Grazia di Dio gli rivela che la giustizia di cui parla il Vangelo “ è la giustizia di cui vive il giusto ,per
dono di Dio se ha la fede.”, la giustizia
passiva dei teologi, “ quella per
cui Iddio, nella sua misericordia, ci
giustifica per mezzo della fede secondo quanto è scritto : il giusto vivrà di
fede”.
Ma molte
volte al giorno si invoca il Dio di
clemenza, di pietà e di misericordi a e non il Dio giustiziere. La Chiesa
cattolica, apostolica e romana ci
presenta il suo Dio come padre di
misericordia : “Deus qui speranti
bus in te misereri potius eligis
quam irasci “ e così fanno i Padri e i Dottori
della Chiesa che proprio in
riferimento alla Lettera ai Romani (I-XVII ) non intendono con l’affermazione “
justitia puniens” la collera di Dio che castiga i peccatori. Dal Iv al XVI
secolo intendono non la giustizia che
punisce ma la giustizia che giustifica, la grazia giustificante e gratuita, una giustificazione vera e
reale per mezzo della fede.
Parla di
giustizia di Dio ma in un altro senso il profeta Abacuc ( 1, 2-3; 2,2-4 ) che si pone il probela della
risposta al male, che si interroga su
quando Dio, padrone degli eventi, metterà fine al male. “ Fino a quando
Signore, implorerò e non ascolti,a te alzerò il grido : violenza e non soccorri
? Perché mi fai vedere l’iniquità e
resti spettatore dell’oppressione? Ho
davanti rapina e violenza e ci sono liti
e si muovono contese. Il Signore rispose e mi disse: “Scrivi la visione
e incidila bene sulle tavolette perché
la si legga speditamente. E’ una visione che attesta un termine,parla di una scadenza e non
smentisce; se indugia attendila perché
verrà e non tarderà. Ecco soccombe colui che non ha l’animo retto mentre il
giusto vivrà per la sua fede.
San Paolo
ancora nella seconda Lettera a Timoteo ( 4, 6-8) richiama la corona di
giustizia che il Signore, giusto giudice, mi consegnerà in quel giorno ; e non
solo a me , ma anche a tutti coloro che attendono con amore la sua
manifestazione “

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